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Il 9 settembre scorso un grosso incendio, di origine dolosa, ha devastato il bosco di Vallaspra ad Atessa. “Il fuoco – ricorda il sindaco Giulio Borrelli – distrusse 60 ettari di vegetazione, nella preziosa area, e si avvicinò minaccioso al centro storico. Ci vollero un grande spiegamento di forze e l'intervento di aerei ed elicotteri per domare il rogo, che, rinvigorito nottetempo e  alimentato dal vento, provocò un disastro”. Questa mattina, ad Atessa, decine di bambini della scuola primaria dell'Istituto omnicomprensivo Ciampoli-Spaventa di Atessa, per portare un messaggio di impegno collettivo di rinascita del verde, hanno proceduto alla piantumazione di nuovi alberi in una zona del bosco di Vallaspra. All'iniziativa, promossa dal Comune in collaborazione con Legambiente Atessa e con il Cai, hanno preso parte i piccoli delle classi quarte dei plessi di Rione Santa Maria, del capoluogo, di Monte Marcone o San Silvestro e di Piana La Fara, accompagnati dalle loro insegnanti. Presenti anche l'assessore alla Cultura e alla Pubblica istruzione del Comune di Atessa, Giulia Orsini, e alcuni consiglieri comunali.

 

“Quest'anno – spiega Rebecca Virtù, del circolo Legambiente 'Geo Onlus' di Atessa – , nell'ambito della Festa dell'Albero, al centro dell'attenzione abbiamo voluto porre proprio il tema degli incendi boschivi, che nei mesi scorsi hanno dilaniato l'Italia e diverse sue aree di valore naturalistico: in Abruzzo ricordiamo il Parco nazionale della Majella, in vari versanti, e quello del Gran Sasso-Monti della Laga”.

“La messa a dimora di nuovi alberi – ha spiegato il sindaco Borrelli agli scolaretti – è un gesto di rispetto verso i boschi che svolgono un ruolo basilare nella prevenzione del dissesto idrogeologico, che sono fondamentali per la vita e contribuiscono al nostro benessere. Il 9 settembre – ha aggiunto – criminali hanno causato un incendio che – sicuramente lo ricorderete, date le fiamme altissime - ha divorato parte di questo bosco. Si tratta di gesti sconsiderati e che nuocciono al nostro e al vostro futuro”. Sono stati gli stessi bimbi, aiutati dagli operai del Comune e da alcuni volontari, del Bangladesh, ospitati nel centro di accoglienza immigrati di Atessa, a piantare gli alberi. Al lavoro, nella preparazione delle buche, anche il sindaco Borrelli. “Si tratta di una prima simbolica operazione – riprende il primo cittadino – in vista della realizzazione, in quell'area, del Parco della Rinascita”. Qualche canzoncina e alcune poesie, inno alla natura e alla sua bellezza, hanno chiuso la festosa iniziativa. 

Domani, il sindaco Enrico Di Giuseppantonio sarà a Brescia per firmare la convenzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il finanziamento del progetto, presentato dall’Amministrazione Comunale di Fossacesia nella primavera scorsa, che consentirà interventi sull’ex serbatoio idrico di Fossacesia, che si trasformerà in centro culturale e sociale. Si tratta del progetto, denominato “Una torre per la città”, che permetterà il recupero della vecchia torre e la riqualificazione urbanistica dell’intera area semiperiferica del centro di Fossacesia. “Il finanziamento ci darà la possibilità di riconvertire un’area di Fossacesia centrale e strategica, e ci permetterà, tra l’altro, di offrire opportunità lavorative per i giovani, soprattutto nel campo della cultura e del sociale. Nel progetto è previsto l’inserimento di spazi utili a promuovere l’incontro e lo scambio collettivo, al fine di limitare la marginalizzazione e l’isolamento sociale». La cerimonia, presieduta dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, si terrà nel salone Vanvitelliano di Palazzo della Loggia a Brescia, prima città della graduatoria nazionale di 451 progetti – di cui 45 ammessi a finanziamento – nella quale Fossacesia si è classificata al 27° posto, dopo grandi città come Firenze,  Macerata e La Spezia. Gli interventi approvati rientrano nel Piano Nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’autunno del 2015. Il progetto si pone come obiettivo non solo quello di effettuare un recupero architettonico della torre dell’acqua, manufatto realizzato oltre 50 anni fa, ma anche e soprattutto di valorizzare l’intera area circostante, dandogli una nuova dinamicità sociale e culturale e rivitalizzando l’intero territorio anche dal punto di vista produttivo. Le opere previste riguardano la demolizione di due immobili fatiscenti ubicati sul fianco di via Lanciano, al fine di connettere la strada con il territorio circostante. Sarà realizzata inoltre una grande area adibita a verde pubblico con un parco giochi e panchine, dove sarà possibile organizzare anche manifestazioni e laboratori didattici legati principalmente alle tradizioni locali. Fulcro del progetto è la riconversione della torre a luogo adibito ad attività culturali e sociali. Nello specifico sarà realizzata un’area museale dedicata alla storica cultura della pesca e dei trabocchi. Un’altra area sarà dedicata a centro di ascolto per minori e adulti vittime di disagi e abusi ed infine nell’ultima zona sarà realizzato un centro culturale, con sala conferenze dove poter svolgere attività di formazione per giovani e adulti, riunioni, meeting e incontri con la cittadinanza. Le attività che vi verranno svolte saranno tutte finalizzate all’interscambio fra generazioni di culture, mestieri e tradizioni. Infine nell’area antistante la torre sarà realizzata  una struttura con funzione di Infopoint e accoglienza per la città.    

 

E' fissato per domani, alle 16.30, nella sede della Regione Abruzzo, in viale Bovio a Pescara, un incontro tra il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, e gli assessori Dino Pepe (Agricoltura), Mario Mazzocca (Ambiente) e Giovanni Lolli (Attività produttive) per discutere della questione del sansificio di Treglio e del problema dello stoccaggio delle sanse. Lunedì 6 novembre ai Sansifici Vecere Srl di Treglio (Ch) è stato notificato il parere negativo della Regione Abruzzo al rilascio dell'Autorizzazione unica ambientale (Aua) richiesta per proseguire l'attività per altri 15 anni. La Regione, competente per legge, ha bocciato la domanda per motivi igienico-sanitari e urbanistici. La decisione è scaturita a seguito della Conferenza dei servizi che si è tenuta nel luglio 2016 e il 30 gennaio scorso. Conferenza dei servizi in cui quasi tutti gli enti presenti - Comuni di Treglio e di Rocca San Giovanni, Sasi Spa, Arta Abruzzo, Asl Lanciano Vasto Chieti, Servizio di Gestione e qualità delle acque della Regione e il movimento Nuovo Senso civico – hanno espresso parere negativo al prosieguo dell'attività dell'impianto per il problema delle emissioni in aria, per questioni igienico –sanitarie e di rispetto ambientale e a tutela della salute pubblica, dato che la zona in cui insiste il sansificio è densamente popolata.

L'autorizzazione di Vecere ad esercitare l'attività era scaduta il 21 dicembre 2016; poi c'era stata una proroga di 90 giorni all'esercizio, scaduta a fine marzo 2017. La società, quindi, senza autorizzazioni, non avrebbe potuto riaprire. Invece, in barba alle norme, l'ha fatto, il 3 novembre scorso. Poi, però, è arrivato il diniego della Regione e lo stabilimento, classificato come insalubre, ha dovuto chiudere i cancelli. Non ha potuto, quindi, più ritirare sansa dalla imprese agricole e dai frantoiani, che sono scesi sul piede di guerra. “La riunione in Regione – spiega il sindaco Berghella – servirà a fare il punto della situazione. Nessuno vuole penalizzare l'agricoltura, ma le leggi vanno rispettate. Quindi la proposta  che porterò al tavolo sarà quella di individuare, con urgenza, un'area di stoccaggio temporanea per il conferimento delle sanse, che successivamente dovranno essere spostate in un impianto autorizzato, in Abruzzo se esiste, o altrimenti fuori regione”.

“Mi chiedo – prosegue Berghella – come mai l'associazione Confrantoiani, che oggi sta facendo polemiche e minaccia sommosse, non si sia mai attivata su una questione così importante. Perché non è stata presente alla Conferenza dei servizi, in cui avrebbe potuto portare le istanze e le necessità delle aziende di settore? Perché, dato che il problema del sansificio è annoso, non si è mai fatta viva e non ha presentato proposte?”

“Quest'amministrazione – conclude Berghella – si muove nel rispetto e per il rispetto della legalità e quindi la soluzione paventata da alcuni politici regionali e da Confrantoiani di riaprire temporaneamente il sansificio non è plausibile e non è attuabile”.

 

E' stato notificato ieri ai Sansifici Vecere Srl di Treglio il parere negativo della Regione Abruzzo al rilascio dell'Autorizzazione unica ambientale (Aua) richiesta dai Sansifici per proseguire l'attività per altri 15 anni. La Regione, per legge, è l'autorità competente al rilascio dell'Aua. No per ragioni igienico-sanitarie e urbanistiche. La Conferenza dei servizi per discutere della questione si è svolta a Pescara lo scorso 30 gennaio.  Al tavolo presenti i Comuni di Treglio, territorio dove il sansificio è ubicato, e di Rocca San Giovanni; Sasi Spa per gli scarichi; l'Arta Abruzzo, l'Asl Lanciano Vasto Chieti; il Servizio di Gestione e qualità delle acque della Regione e il movimento Nuovo Senso civico, quale portatore d'interesse. Il Comune di Treglio aveva dato parere negativo per il problema delle emissioni in aria, per questioni igienico –sanitarie e di rispetto ambientale, per tutelare la salute pubblica dato che nella zona vivono decine di migliaia di cittadini. Anche dalla Asl era giunto il parere “non favorevole, considerato che non si conosce la qualità dell'aria della zona e che il sansificio può arrecare pericolo alla salute pubblica, dato che è classificata come industria insalubre di primo grado”. “Ci siamo presentati all'incontro – ricorda il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella – ribadendo il nostro no all'autorizzazione, tra le altre cose perché la società ha presentato un piano industriale  identico a quello del 2011, quando scattò l'inchiesta della Procura di Lanciano con il sequestro dell'impianto produttivo  e furono rilevate irregolarità e incongruenze nella struttura, che, così com'è adesso, è limitata e non è capace, a livello di emissioni, di rispettare i limiti imposti dalla legge, ad esempio per quanto concerne  il monossido di carbonio ed altre sostanze inquinanti volatili”. Sulla questione nel luglio 2017 c'è stata una sentenza di condanna per l'amministratore unico della società Sansifici Srl a 6 mesi di arresto, convertiti il 40 mila euro di pena pecuniaria.

Il Comune di Treglio, nella Conferenza dei servizi, aveva anche chiesto che il procedimento autorizzativo venisse assoggettato a Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) dato che il sansificio Vecere si trova a ridosso di un Sito di interesse comunitario (Sic), il “Fosso delle farfalle”, e che quindi nella programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei luoghi e che lo studio di impatto ambientale dovrà contenere anche gli elementi sulla compatibilità fra progetto e finalità conservative del sito.

L'autorizzazione di Vecere era scaduta il 21 dicembre 2016 e aveva ottnuto una proroga di 90 giorni all'esercizio, terminato a fine marzo 2017. “La società  – evidenzia Berghella –avrebbe dovuto presentare un progetto in cui venissero individuate e adottate le migliori tecnologie disponibili o Best available techniques (Bat), ovvero le tecniche impiantistiche, di controllo e di gestione che - tra quelle tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili  - garantissero bassi livelli di emissione di inquinanti, l'ottimizzazione dei consumi di materie prime, prodotti, acqua ed energia e un’adeguata prevenzione degli incidenti”. Invece il progetto presentato non ha soddisfatto i criteri richiesti e di qui la bocciatura. “Quest'anno – sottolinea ancora Berghella – l'azienda non avrebbe dovuto riaprire i cancelli, essendo senza autorizzazione”. Invece l'ha fatto. “E la ricomparsa del fumo dal camino non ha soltanto buttato nello sconcerto la cittadinanza ma rischia di minare il rapporto di fiducia che la stessa dovrebbe  avere con le istituzioni. I cittadini sono tornati a lamentarsi, in questa circostanza, per l'odore acre ed il fumo. Inoltre l'azienda ha creato confusione e false aspettative negli imprenditori agricoli, dato che adesso, dopo il provvedimento regionale, ha dovuto spegnere il camino e smettere di  ricevere sansa da destinare alla lavorazione. “La mia preoccupazione – fa presente ancora  il sindaco – è di trovare ora una soluzione affinché non vengano penalizzati gli imprenditori agricoli e i frantoiani. Per questo motivo sono in contatto con l'assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe,  e il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, con delega alle Attività produttive. L'irresponsabilità dell'azienda, infatti, generato il caos. L'impianto di cui parliamo è classificato come insalubre di prima classe e secondo l'autorizzazione del 2011 si sarebbe dovuta delocalizzare, in accordo con l'azienda, che però non ha mai voluto sentire ragioni”. 

“Si tratta – conclude Berghella – di una vicenda che interessa tutto il territorio e non solo il Comune di Treglio e per questo sabato scorso c'è stata una riunione con i sindaci dei centri limitrofi, che condividono appieno la linea dell'amministrazione comunale di Treglio, sia nella necessità di trovare una immediata soluzione al problema che si è creato per i frantoiani, sia nell'avviare un inderogabile  progetto di delocalizzazione. I sindaci inoltre chiedono un impegno immediato e un incontro in Regione per  una soluzione condivisa ed efficace”.

L’Abruzzo sarà teatro di un esperimento unico al mondo all’interno dei Laboratori del Gran Sasso. L’unicità dell’esperimento  è tale anche per via dei rischi che si correranno. L’esperimento detto SOX (Short distance neutrino Oscillations with boreXino), in cerca di conferme o smentite sulle "anomalie dei neutrini", prevede infatti l’arrivo di una potente sorgente radioattiva di Cerio 144, proveniente da combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo, incapsulata in un sarcofago di tungsteno spesso 19 cm, trasportata dal sito nucleare di Mayak fin dentro il nostro Gran Sasso. 

Nonostante le rassicurazioni del Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) l’esperimento suscita forti perplessità per il fatto che le contaminazioni radioattive hanno durata millenaria, con conseguenze disastrose per la salute. La perplessità poi si trasforma in inquietudine se si considera che l’opinione pubblica è a conoscenza  di questo esperimento non per effetto di comunicazioni istituzionali, per quanto tardive, ma grazie al lavoro di indagine delle associazioni.

 cittadini che bevono l’acqua del Gran Sasso e tutti gli abruzzesi in generale dovrebbero fidarsi a occhi chiusi degli scienziati e delle istituzioni, che li hanno tenuti fuori dalle decisioni sull’esperimento, ormai prossimo alla realizzazione, senza neanche il diritto di obiettare parola. Dunque di questioni da discutere e obiezioni da sollevare ce ne sono molte.

Se ne parlerà nell'assemblea che si terrà a Lanciano sabato 4 novembre alle ore 18,00 presso il Palazzo degli Studi in Corso Trento e Trieste.

Introduce e modera ALBA BRIGHELLA NSC.
Interviene DAVIDE  CAPORALE, Assessore all'Ambiente Comune di Lanciamo
Relatori: AUGUSTO DE SANCTIS, FORUM H2O  
CARLO SPERA, autore ed editore di volumi e documentari che si occupano di tematiche sociali, con particolare attenzione alle conseguenze degli incidenti nucleari.

 


 

                                                                                                                                                                             

 

L’Amministrazione comunale di Orsogna (Chieti) ha realizzato altri 160 loculi nell’area nuova del Cimitero di via Ortonese. I lavori, dell’importo complessivo di 200mila euro, hanno riguardato anche la pavimentazione e l’impianto elettrico. L’opera è stata in parte finanziata con la vendita anticipata di una quota (circa il 50%) dei loculi da realizzare, cui sono stati aggiunti altri fondi risparmiati in precedenza dal Comune.

«Lo stile - spiega il sindaco, Fabrizio Montepara - è lo stesso, in pietra, con lapide e punto luce disponibili, utilizzato per i loculi già esistenti, in modo da mantenere l’uniformità architettonica e non creare disparità tra i defunti. Tuttavia, per dare a tutti la possibilità di acquistare un loculo, abbiamo differenziato le tariffe: più basse per la prima e la quarta fila, più alte per le due file centrali. A differenza di altri Comuni, abbiamo deciso di mantenere la gestione diretta, pubblica, dei servizi cimiteriali, poiché riguarda un aspetto molto delicato e rilevante per le famiglie, che vogliamo tenere al di fuori di qualsiasi ragionamento o valorizzazione economica».

Il progetto è dell’ingegner Rocco Di Ciero, la sicurezza di cantiere è stata affidata all’ingegner Mariangela Ciancio, l’opera è stata realizzata dall’impresa Tenaglia srl di Casoli.

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“L’acqua bene vitale da conoscere e tutelare” è il tema della tavola rotonda che si terrà a Lanciano  sabato prossimo, 21 ottobre, a partire dalle ore 9 presso il Palazzo degli Studi (Corso Trento e Trieste).
L’evento è promosso dai Club service di Lanciano, Lions e Panathlon e dalla Camera Penale di Lanciano.
Nell’intensa mattinata, interverranno Mario Pupillo, Sindaco di Lanciano e presidente Provincia di Chieti; Davide Caporale, Assessore Ambiente Comune di Lanciano; Andrea Forcione, Office Distrettuale Service Lions “Sostenibilità ambientale”; Maria Rita Di Fabrizio, Presidente Lions Club Lanciano; Filippo Marciani, Presidente Panathlon Club Lanciano; Rocco Franco Tondini, Governatore Panathlon Club e Tommaso Dragani, Vice Governatore Lions Club.
Le relazioni sono affidate al PDG Franco Sami, Presidente Onlus “Acqua per la vita” (“La risorsa idrica: approvvigionamento, potabilizzazione e depurazione”); Massimo Ranieri, Presidente Municipalizzata Ecolan (“Inquinamento delle acque sotterranee: il caso di Bussi sul Tirino”); Giancarlo Scoccia, Docente Facoltà di Ingegneria Università dell’Aquila (“Ambiente e durabilità dei materiali”); Stefano Ardito, giornalista e scrittore (“Acqua, montagne e parchi”); Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia (“La bandiera blu come valorizzazione e promozione dello sviluppo turistico dell’area Frentana”). Modera: Angelo De Nicola, giornalista e scrittore.
Interverranno significativamente anche gli studenti di tre scuole di Lanciano: le classi IIIA e IIIB della “Media D’Annunzio”, Preside Alessandra Camilla Medoro con i docenti Dora Pasquini, Marino Di Campli e Nicla Schina; le classi IIB e IIC della “Media Mazzini”, Preside Mirella Spinelli con i docenti Matilde Di Lorenzo e Marcella Luciani, Antonella Francione e Vito Veri, e la classe IIIELT-CH dell'Istituto “Da Vinci-De Giorgio”, Preside Giovanni Orecchioni con i docenti Franco Scarinci e Elisabetta Sorgi.

Il Comune di Orsogna  metterà a disposizione dei cittadini, in via Giuseppe Magno, un’area verde attrezzata per la socializzazione e la sgambatura dei cani. L’area, ampia circa 2.000 metri quadrati, sarà recintata, chiusa con un cancello di ingresso, dotata di panchine, cestini per la raccolta dei rifiuti, totem contenenti dispenser di sacchetti, prese di acqua di beveraggio e illuminazione. All'area - secondo quanto prevede l’apposito regolamento adottato dall'Amministrazione comunale guidata da Fabrizio Montepara - potranno accedere tutti i cani iscritti all'anagrafe canina, anche non tenuti al guinzaglio e privi di museruola, purché sotto la vigilanza attiva dei loro accompagnatori di età non inferiore a 14 anni. Guinzaglio e museruola saranno comunque necessari nei casi in cui se ne ravvisi la necessità e per gli animali la cui aggressività non possa essere facilmente controllata.

Della manutenzione e pulizia dell’area, che sarà aperta nelle prossime settimane, si occuperà l’amministrazione comunale. Per la gestione potranno essere stipulati accordi con associazioni di volontariato o privati cittadini.

«E’ uno dei progetti che avevamo promesso ai cittadini nel nostro programma - spiega il sindaco Montepara -, le cui tappe stiamo rispettando e che contiamo di realizzare pienamente entro la scadenza del nostro mandato».

 

 


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Si terrà domani l'escursione alla Sorgente Del Verde, promossa dal Fai Abruzzo in collaborazione con la Sasi e con il Comune di Fara San Martino. “Ritengo costruttive queste collaborazioni che permettono di conoscere da vicino alcune nostre realtà, come la sorgente del Verde dall'acqua davvero purissima” ha sottolineato il Presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe precisando pure che stanno per iniziare i lavori di riqualificazione della struttura adiacente la Sorgente che potrà quindi essere utilizzata dalle scolaresche, nonché per incontri e convegni.

Domani non ci saranno solo bambini come accade sempre più spesso considerata la richiesta che arriva dalle scuole. L'invito che il Fai rivolge è per tutti, per quanti sono interessati a trascorrere una giornata a contatto con la natura e a saperne di più di acqua e di ambiente “L'ambiente, la tutela e la salvaguardia dei paesaggi che ci circondano sono da un po' di tempo al centro dell'attenzione del Fai che punta a far conoscere gli aspetti più importanti di alcuni luoghi, siamo convinti che la conoscenza porta al rispetto e alla tutela”, ha rimarcato il vice presidente del Fai di Lanciano Umberto Nasuti mentre il Sindaco di Fara San Martino Carlo De Vitis ha tenuto a ricordare le peculiarità di Fara “ci stiamo anche attivando per sviluppare dalla sorgente un percorso turistico che abbracci pure altri luoghi che meritano di essere visitati come il Monastero e il rifugio Manzini. Sono state migliaia le presenze turistiche questa estate”, ha concluso il primo cittadino. “Sono sempre più numerose le visite alla Sorgente, stiamo facendo lavori di adeguamento e di messa in sicurezza soprattutto per consentire la presenza delle scolaresche anche in tratti che ora non possono essere visitati – ha aggiunto Fabrizio Talone responsabile del servizio adduzione e captazione della Sasi L'appuntamento, dunque, è per domani 8 Ottobre. Alle 10.00 è prevista l'escursione alle Gole di San Martino, alle 11.00 la visita alle Sorgenti del Fiume Verde e poi il pranzo. Ad accompagnare questa passeggiata il geologo Nicola Labbrozzi, la presidente del Fai di Lanciano Marlina Corsaro, il prof Segio Rusi del dipartimento di ingegneria e geologia dell'Università D'Annunzio di Chieti, Adele Garzarella e Graziano Catenacci.

Il Comitato No Inceneritore in Val di Sangro , il  WWF – Zona Frentana e Costa Teatina e NOIMESSIDAPARTE - APS  a  oltre 2 anni dalla presentazione del progetto di pirogassificazione di rifiuti, previsto tra i comuni di Lanciano e Sant’Eusanio del Sangro, denuncia che la società proponente chiede una proroga per integrare il progetto fino al 31 dicembre 2017. Il progetto, ricordiamo, prevede di lavorare oltre 33000 tonnellate  di rifiuti annue,  tra cui  plastiche  e rifiuti industriali ed è stato già fortemente contestato con manifestazioni e sit-in da comitati, associazioni ambientaliste e amministrazioni comunali.

Come già evidenziato  nelle osservazioni inviate nell’ambito della procedura di valutazione, è stato detto questa mattina in conferenza stampa, oltre agli impatti ambientali ineludibili, in specie per i due Siti di Interesse Comunitario -SIC- Lago di Serranella e Bosco di Mozzagrogna, il recupero energetico, è una strada obsoleta.

 L’innovazione tecnologica ha di fatto reso il recupero di materia assai più vantaggioso con ottime ricadute sugli aspetti ambientali e occupazionali, quindi la regione Abruzzo ha bisogno di impianti che siano di supporto alla raccolta differenziata, in modo particolare impianti di compostaggio e di recupero di materia, così facendo  il rifiuto diventa una risorsa e non un problema per l’ambiente e la salute.

Ma è l’ennesimo progetto dove le scelte  non vanno in direzione del volere dei cittadini.

 Difatti ci troviamo ancora una volta di fronte ad un paradosso, dichiarano Marco Severo del  Comitato No Inceneritore in Val di Sangro Walter Mergiotti di NOIMESSIDAPARTE e Fabrizia Arduini del WWF, siamo ben oltre il termine dei 150 gg.  e quando finalmente sembrava che i tecnici della commissione si avviavano ad una più concreta e giustificata archiviazione il tutto viene rimesso in discussione. Il 30 maggio scorso, il responsabile del servizio valutazione ambientale invia una nota in cui intima all’azienda proponente  di integrare il progetto con i documenti richiesti, pena l’archiviazione del procedimento VIA.  Trenta giorni dopo i documenti integrativi  non arrivano sulle scrivanie del servizio di valutazione, ma arriva da parte della proponente Marcantonio Sas ,il 4 luglio, quindi oltre il termine precedentemente imposto,  una richiesta di sospensione del procedimento fino al 31 dicembre 2017. Il giorno dopo gli stessi dirigenti che avevano predisposto il termine dei trenta giorni, non accolgono la richiesta di sospensione fino a fine anno, in virtù dell’enorme tempo già concesso ma concedono 90gg di proroga, poi si procederà comunque ad inserire la pratica all’ordine del giorno.  Tutto questo , concludono, è assurdo.