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ATESSA. Sembra essere giunta ad una conclusione positiva la vicenda della Honeywell di Atessa. Lo stabilimento, infatti, è stato acquistato dalla Baomarc S.p.A. automotive solutions, azienda leader nel campo della siderurgia. 

Il piano industriale sarà strutturato in due fasi. La prima fase consisterà nell'effettuazione di interviste finalizzate al reinserimento lavorativo di 162 lavoratori, che saranno assunti con contratto a tempo indeterminato previo periodo di prova. In un secondo momento si procederà alla realizzazione di un centro di taglio dell'acciaio della superficie di circa 10.000 mq nell'area industriale di Atessa.

Costo totale totale dell'operazione e dell'investimento è di 21 milioni e 850 mila euro stanziati nell'arco dei primi 36 mesi dall'avvio dei lavori, previsti a febbraio 2019.

La proposta dei cinesi è stata valutata dal Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) come la “più vantaggiosa, dai punti di vista della reindustrializzazione e dell’occupazione. Il tavolo conclusivo si è svolto a Roma l’11 dicembre al Mise, presieduto dal vice capo di gabinetto Giorgio Sorial. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti dell'azienda, della Regione Abruzzo e le sigle sindacali Fim Cisl, Uilm, Fiom, Ugl.

Già da diversi mesi girava voce che l’azienda cinese avrebbe rilevato lo stabilimento, ieri è arrivata la conferma definitiva

ROCCA SAN GIOVANNI. E’ una “storia di vini lunga sessant’anni” quella che Cantina Frentana ha raccontato nell’anno che sta per chiudersi.

L’azienda cooperativa di Rocca San Giovanni ha festeggiato nel 2018 sei decenni dalla sua fondazione con una serie di iniziative locali e nazionali che hanno visto da un lato la partecipazione attiva alle più importanti fiere di settore e dall’altro coinvolto i circa 400 soci conferitori. Tra le sfide avviate anche il fitto di ramo d’azienda con Cantina Sangro di Fossacesia che porterà all’aggregazione delle due realtà produttive del territorio in un grande progetto di sviluppo vitivinicolo dell’area frentana.

Un compleanno tanto più importante, se si raccontano i traguardi raggiunti leggendo i risultati del bilancio aziendale 2017/2018 che ha fatto registrare, un incremento positivo su tutti i fronti, dal fatturato, alla penetrazione dei mercati della grande famiglia cooperativa.

Alcuni dati: il valore della produzione totale è pari a € 11.364.422,88, mentre il fatturato in bottiglia è cresciuto di un + 8% rispetto al bilancio precedente superando il milione di bottiglie e i tre milioni euro di fatturato (€ 3.066.787).

Dato positivo anche sul fronte conferimenti. La liquidazione totale della vendemmia 2017 ammonta ad € 7.369.654, la cifra, in assoluto, più alta elargita dalla Cantina ai soci negli ultimi venti anni. 

L’anno che si chiude vede, inoltre, Cantina Frentana consolidare le nuove sfide avviate già nel 2017 con l’ingresso nella prestigiosa Wine-Net, Italian Co-Op Excellence che promuove l’eccellenza della cooperazione vitivinicola italiana. A far par parte della rete, sei autorevoli cooperative italiane (Cantina Valpolicella Negrar, Cantina Produttori di Valdobbiadene – Val D’Oca, Cantina Pertinace, Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano, Cva Canicatti, oltre all’azienda di Rocca San Giovanni), che rappresentano 5 regioni italiane (Veneto, Piemonte, Toscana, Abruzzo e Sicilia) ed esprimono un valore complessivo della produzione superiore a 200milioni di euro, con oltre 27 milioni di bottiglie e più di quattromila ettari di vigneti.

“Wine-Net, Italian Co-Op Excellence rappresenta un nuovo entusiasmante modello di rete d’impresa, fondato su un lavoro di coordinamento tra aziende complementari su cui Cantina Frentana intende scommettere – ha spiegato il Direttore Felice Di Biase, nel corso dell’incontro con la stampa che si è tenuto oggi 5 dicembre alla Torre Vinaria – Proporsi sui mercati internazionali come sistema di cooperative del territorio Italia può essere una carta importante. Per il 2019 è stato già definito il programma commerciale che prevede la presenza comune in fiere internazionali con l’obiettivo di condividere e mettere in circolo le esperienze così da affrontare uniti nuovi ed interessanti mercati dal Vietnam, alla Cina, a Cuba, all’Africa”.

 “In un mercato concorrenziale come quello del vino, porre l’attenzione alla sostenibilità e a salvaguardare del territorio diventa strategicamente importante – ha spiegato, dal canto suo, l’agronomo e consulente Maurizio Gily-, un tema che è da sempre nelle corde di Cantina Frentana. Proprio lavorando alla redazione del volume “Cantina Frentana, una storia di vini abbiamo rintracciato questa vocazione alla tutela ambientale sin dalle battaglie, negli anni Settanta, contro l’insediamento della raffineria di petrolio Sangro Chimica. Si delineava, insomma, già da allora la forte coscienza ambientale del territorio che esigeva uno sviluppo ecocompatibile”.

 Il 2018 si chiude con un nuovo nato in cantina: il Montepulciano d’Abruzzo 60, il rosso per eccellenza pensato per festeggiare i 60 anni di Cantina Frentana e i 50 anni del riconoscimento della Dop Montepulciano d’Abruzzo realizzato sotto la guida del direttore tecnico ed enologo dal 1995, Gianni Pasquale.

 “Continueranno anche nel 2019 gli incontri dedicati alla formazione dei soci che riteniamo importantissimi – ha concluso Carlo Romanelli, presidente di Frentana dal 1995 –  con la rassegna “le stelle della cooperazione” che vedrà protagonisti attivi i circa 400 membri della cooperativa invitati a prendere parte a meeting tematici con i protagonisti della cooperazione italiana”.

 Tra le novità del 2018 anche il varo del nuovo logo aziendale e la recente pubblicazione “Cantina Frentana, una storia di vini” (uscita a novembre 2018) che racconta, con documenti, immagini, accurate ricerche d’archivio e testimonianze dalle cronache dell’epoca, i sessant’anni di attività dell’impresa cooperativa (dalla fondazione della Cantina, alla costruzione della Torre Vinaria e al suo più recente restauro, passando per l’attenzione alla sostenibilità ai numerosi progetti come quello dedicato alla “Paleovite d’Abruzzo, fino alla produzione vinicola e alla crescita sui mercati). Versatile e maneggevole, il testo, pensato come un vero e proprio biglietto di Frentana, di cui saranno omaggiati tutti i soci, è stato coordinato e scritto da Silvino D’Ercole e Maurizio Gily e contiene un’introduzione di Giuseppe Mauro, ordinario di Politica Economica all’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara.

Guarda quì il video)

 

 

“La  sospensione  temporanea  dei  parcometri , e quindi dei parcheggi a pagamento, per  il  periodo  festivo  che  va  dal  7  dicembre  2018   all'8 gennaio  2019  per  dare  un  po’  di  ossigeno alle  aziende commerciali del  centro  e  della  periferia, almeno  per  il  periodo  di Natale  vista  la  grave  crisi  del  settore  nella  nostra  città,  a  causa  anche  della Ztl e dei    lunghi  lavori in corso che di fatto rendolo impraticabile il cuore di Lanciano, scoraggiando i consumatori”. E' quanto chiede Angelo Allegrino, presidente di Ascom Abruzzo, in una lettera, inviata al sindaco del Comune di Lanciano, Mio Pupillo.  “E' necessario – aggiunge Allegrino – anche che si  organizzino  manifestazioni  ed  eventi  tali    riuscire   a  portare  a  Lanciano, che ha sempre meno attrattiva sul territorio,  visitatori  ed  ospiti”.  Inoltre   si  chiede  che  al  momento  della  attivazione  dei  nuovi  parcometri  “si  adotti  la  sosta  di  cortesia,  ovvero  la  sosta  della  prima  ora  GRATIS, affinché la salvaguardia delle impese commerciali sia una priorità per questa amministrazione”.

“I piccoli negozi sono la vita del Paese. Compra nei piccoli negozi e dà vita al tuo paese”. Con questo slogan l’associazione Ascom Abruzzo, che si occupa di commercio, turismo e servizi, avvia una campagna di sensibilizzazione regionale per invogliare “a spendere nei piccoli negozi”. L’iniziativa è stata illustrata questa mattina a Lanciano (Ch), nei locali della Casa di conversazione, dal presidente di Ascom Abruzzo e dai responsabili Ascom delle varie città. Presenti anche sindaci ed amministratori  di vari Comuni ed imprenditori di settore. “Noi - ha spiegato Allegrino - supportiamo le piccole realtà commerciali, di paese e di quartiere. Comprare in un negozio di quartiere o in una piccola attività all’interno dei nostri paesi comporta tanti benefici, tra i quali quello di essere ascoltati, consigliati, coccolati e quindi di essere protagonisti dei propri acquisti”.

“Perché supportare i piccoli negozi?  Dato il momento particolare - ha evidenziato Allegrino - risulta non soltanto vincente ma anche utilizzare le risorse economiche nella maniera più efficace possibile, pianificando una strategia di marketing territoriale integrato di lungo periodo,  partendo dall’analisi dell’esistente e ponendosi obiettivi precisi e concreti. I piccoli negozi sono una preziosa risorsa, costituiscono parte fondamentale del nostro tessuto economico e di una lunga tradizione che non possiamo e non dobbiamo lasciar morire”.

Ma come aiutare i piccoli esercizi commerciali? Partiamo dalla cultura. Gli eventi culturali e di intrattenimento  devono diventare parte integrante di un’unica, ampia e variegata offerta; debbono coinvolgere il tessuto economico della città. Occorre mettere a sistema tutto quello che le città possono offrire. E questo per esercitare con maggiore efficacia la capacità di attrazione verso i consumatori”.

“Il wi-fi free è ad esempio anch’esso importante: deve esserci la possibilità di usufruire di internet gratuitamente e in modo efficiente”.

“Ci sono poi aiuti che potrebbero essere dati ai piccoli esercenti, come quella della creazione  di aree “no tax”, cioè una zone franche urbane o zone a burocrazia zero; sgravi fiscali per i primi 5 anni di attività, per poi andare a decrescere; l’esenzione dall’Irap, per quello che è concesso dalle leggi, e dall’Imu per gli immobili situati nelle zone franche urbane utilizzate per attività economiche. Occorre che gli amministratori si impegnino nella riqualificazione urbana, ad esempio con segnaletica stradale turistico-commerciale già a partire dalle uscite dei caselli autostradali con indicazioni chiare e semplici, con grafica coordinata a mano a mano che ci si avvicina al centro città. E’ necessario posizionare cartelli o totem con l’indicazione di alberghi, B&b, ristoranti, negozi e servizi di pubblica utilità. In tal senso occorre consentire ad aziende commerciali, artigianali, di ristorazione e di ricezione di posizionare cartellonista ed insegne a costi accessibili, senza accanirsi su di essi come è successo in talune realtà”.

Ascom presenterà questa iniziativa nelle maggiori città dell'Abruzzo, coinvolgendo il più possibile le amministrazioni comunali, dando suggerimenti e consigli su come aiutare il piccolo commercio. E tutte le attività commerciali coinvolte saranno riconoscibili con adesivi e vetrofanie che verranno consegnate da Ascom, che ha voluto muoversi per tempo anche in vista delle festività natalizie.

 

Un investimento di oltre 14,5 milioni di euro per il territorio abruzzese - con ricadute significative soprattutto per lo sviluppo del futuro Ducato Sevel e di tutto l’indotto – con un cofinanziamento da parte della Regione Abruzzo (Fondi Par Fsc e Por Fesr 2014-20) pari a quasi 8 milioni.

Si è parlato di questo, ma anche delle prospettive future per il settore Automotive in Abruzzo, nell’incontro di Martedì 30 ottobre 2018 presso il Polo Innovazione Automotive a Santa Maria Imbaro (Ch), dal titolo: “Presentazione risultati progetti di ricerca automotive Par Fsc Abruzzo e Por Fesr 2014-20 e linee strategiche per la programmazione del Polo Automotive 2018-20”.

All’evento hanno partecipato gli aderenti al Polo di Innovazione Automotive (tra i quali Fca, Honda, Tecnomatic, IMM e molte delle aziende dell’indotto), che hanno presentato i risultati dei progetti – tutti già conclusi –che hanno coinvolto le aziende del settore (abruzzesi e non) impegnate nei ‘nuovi temi’ dell’industria automotive e 4.0: alleggerimento dei veicoli, riduzione dei consumi e delle emissioni, miglioramento del rapporto costi/performance, sicurezza, innovazioni di prodotto e processo. 

Sono undici i progetti presentati tra quelli cofinanziati con i fondi Par Fsc della Regione Abruzzo che hanno coinvolto numerose aziende, abruzzesi e non, con il supporto del Centro Ricerche Fiat, dell’Università dell’Aquila, della Politecnica delle Marche, dell’Università di Napoli e Tor Vergata. Molti dei progetti (Clic, Instant, Nanoprepaint, Sapere, Steve, Tempra e Tur) potranno avere ricadute importanti sul Ducato in termini di utilizzo di materiali e tecnologie innovative   abilitando riduzioni di peso, diminuzione delle emissioni di CO2, riduzioni dei consumi e aumento della sicurezza il tutto a costi sostenibili. Questi, insieme agli altri progetti presentati (Door Ring, Premium Helmet, Smart Roll e Wtec4hoses hanno tutti una significativa ricaduta sulla regione, in termini occupazionali, produttivi e di rafforzamento dell’intera filiera.

Gli altri 4 progetti presentati sono stati invece co-finanziati con fondi Por Fesr 2014-20 e hanno coinvolto 4 aziende: Easy (I.M.M. Hydraulics), Piper (Cams), Safe (Honda) e Spiral (Ceteas).

Oltre alla presentazione dei progetti, nel corso dell’incontro ci sono stati vari interventi.

Giuseppe Ranalli, presidente del Polo Automotive e AD di Tecnomatic Spa, ha sottolineato l’eccellenza del sistema automotive in Abruzzo, in particolare rispetto alle attività del Polo: “Negli ultimi 4 anni abbiamo promosso e sviluppato un totale di 51 progetti, con 70 aziende coinvolte, 4 università e 4 Centri di ricerca e generato investimenti (anche grazie a istituzioni regionali, nazionali ed europee) per 50 milioni di euro in ricerca, senza considerare i contratti di sviluppo. Quando è nato il Polo Automotive, 10 anni fa - ha aggiunto Ranalli - ci consideravano dei folli. E, invece, nonostante la crisi economica che ci ha investito solo pochi mesi dopo l’istituzione del Polo, abbiamo resistito e anzi rafforzato il sistema delle competenze in Abruzzo. Il valore culturale di quello che abbiamo sviluppato – ha concluso il presidente del Polo - è straordinario in così poco tempo e non è affatto scontato; di questo dobbiamo avere consapevolezza per continuare su questa strada e affrontare le sfide del futuro, che per esempio riguardano il sistema dell’elettrificazione”.

Una visione condivisa anche da Enrico Pisino, presidente del Cluster Trasporti Italia 2020 che ha parlato di Veicolo connesso e nuove sfide per la mobilità’.“Il settore automotive – ha sottolineatoè passato dall’ambito prettamente metalmeccanico a sistemi innovativi ed evoluti, dove entra in gioco il sistema delle competenze e per questo è fondamentale il supporto delle Università e dei Cluster, come il Polo Automotive, che mettono in rete vari attori per affrontare le sfide del futuro”. A proposito di sfide, Pisino ha ribadito come la mobilità del futuro passa necessariamente attraverso il veicolo connesso e la propulsione ibrida ed elettrica, che permetteranno la riduzione delle emissioni, una mobilità sostenibile per i cittadini in termini sia di efficienza, grazie ai servizi che si svilupperanno per la mobilità, che di accessibilità all’acquisto. A questo proposito Pisino ha ricordato la strategicità del Progetto Emerge (di cui anche il Polo Automotive è partner) e la sperimentazione del 5G appena avviata a L’Aquila (una delle 5 città italiane a sperimentare questa tecnologia), ribadendo l’eccellenza scientifica e tecnologica dell’ecosistema Abruzzese anche in questo ambito  oltre a quello consolidato della metalmeccanica e meccatronica”.

L’incontro al Polo Automotive ha visto anche testimonianze eccellenti, tra le quali quella di Paola Inverardi, Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, e dei manager Sevel e Honda, Angelo Coppola e Marcello Vinciguerra.

Le conclusioni sono state invece affidate al presidente della Giunta Regionale, Giovanni Lolli: “Per chi, come me, si occupa quotidianamente di guai (penso soprattutto alle crisi aziendali) – ha detto Lolli - respirare quest’aria fa bene, perché qui dimostriamo che l’Abruzzo è anche altro e mi ritengo molto fortunato a fare assessore dove c’è questo apparato innovativo così importante”. Lolli ha ribadito che l’industria – e in particolare quella Automotive - è il cuore della produttività abruzzese (con un’incidenza sul Pil del 26%, a fronte del 9% del Meridione) e quindi su questo dobbiamo puntare”. A proposito dei cofinanziamenti con cui la Regione ha supportato le aziende del Polo per la realizzazione dei progetti di cui si è parlato nell’incontro, Lolli ha sottolineato che le risorse pubbliche servono ad attrarre risorse private per fare ricerca e innovazione e che la Regione Abruzzo ha fatto scelte di qualità, ammettendo anche progetti che coinvolgono realtà fuori Abruzzo. “La scommessa quindi – ha concluso il presidente - è lo sviluppo delle competenze anche nelle piccole imprese attraverso le reti, e in questo il Polo Automotive rappresenta un’eccellenza”.

 

L’idea nasce da una visione: un’economia che consenta alle famiglie di poter contare su un reddito, più o meno consistente, derivante dagli acquisti che tutti i giorni siamo costretti a fare, ovvero i “consumi”.

Finora tutti noi abbiamo acquistato merci e servizi recandoci presso un fornitore (negozio, centro commerciale, artigiano, produttore…) oppure online sulle piattaforme di e-commerce ormai sempre più frequentate (amazon, ebay, wish, ali babà…). Per ogni acquisto abbiamo pagato, ritirato la merce o ricevuto il servizio e siamo tornati a casa rivestendo così la figura di “cliente spendente”, o meglio, noi paghiamo e tutta la filiera guadagna (negoziante, produttore, rappresentante, trasporto, pubblicità…). Alla luce di questa considerazione, apparentemente ovvia, la'ssociazione si è chiesta perché continuare a spendere senza guadagnare? Eppure tutta questa economia si regge in piedi con i soldi dei clienti, con i nostri soldi. Di tutti. Perché tutti siamo clienti spendenti.

In questi 15 anni Fabrizio Scaicalepore, ideatore fondatore del movimento, ha studiato ed approfondito molti aspetti dell’economia anche a livelli più alti e ho scoperto che il denaro ha un “movimento” decisamente diverso da quello che conosciamo noi.

Ieri mattina presentato ufficialmente quella che potrebbe essere una soluzione facilmente percorribile per distribuire meglio, e più equamente, l’economia più ricca di ogni paese, sostene Sciancalepore, cioè legata ai consumi di tutti i giorni. 

Siamo partiti chiedendo a chi vende se fosse stato disposto a riconoscerci, continua,  una percentuale sugli acquisti effettuati dai nostri  amici presso i loro punti vendita. La risposta è stata spesso positiva.

"Chi vende oggi ha bisogno di fidelizzare la propria clientela, di incrementare il fatturato e di trovare un’alternativa economica alla propria attività (diversificazione delle entrate e frazionamento del rischio imprenditoriale ed economico). Passa il Segreto è un’opportunità anche per quegli esercenti che desiderano tutto questo. E lo proponiamo a “costo zero”.

Chi vende, infatti, lo consideriamo un Partner, un “Socio in affari” e non un “Cliente” sulle cui spalle sviluppare il nostro business. Nessun costo fisso è sostenuto da alcun Esercente, Grossista o Produttore che aderisce a Passa il Segreto. Solo la percentuale sul fatturato, naturalmente dopo aver incassato. Persino il nostro e-commerce è a costo zero per chi vende. Una novità assoluta sul panorama internet e non…

Per un Cliente, iscriversi  in Passa il Segreto è decisamente facile: basta entrare in un negozio del circuito oppure avere un “presentatore” ovvero un Cliente già iscritto che ci presenta, gratuitamente e senza vincoli, né obblighi di acquisto.

Sarà capitato anche a voi di consigliare un negozio, un ristorante, un film o un libro e non abbiamo mai guadagnato nulla per averlo fatto. Da oggi non è più così. Con Passa il Segreto chiunque può consigliare ai propri amici di iscriversi gratuitamente alla Community e guadagnare quando questi, liberamente, acquistano in un negozio del circuito o sulla piattaforma online.

In questi 15 anni ho intervistato moltissime persone che ringrazio infinitamente una ad una per avermi permesso di far diventare Passa il Segreto una realtà che diventa ogni giorno più importante. Un’iniziativa per tutti, dove Clienti e Aziende camminano fianco a fianco condividendo l’economia con un criterio di “win to win” e senza che nessuno ne abbia a soffrire: una percentuale sugli acquisti dei nostri Iscritti che i negozi riconoscono volentieri perché la decidono loro, liberamente dal 3% al 20%; per i Clienti, la possibilità di guadagnare valori da rispendere nel circuito per acquistare qualsiasi merce o servizio senza dover “integrare” con il proprio denaro (non è un circuito sconti), diventando così un “Cliente Guadagnante”. Ogni cliente guadagna dai propri acquisti e dagli acquisti effettuati da tutti gli iscritti nella propria rete. Per sempre. Un vera e propria rendita, sicura perché legata a una necessità comune: consumare per vivere. Un’alternativa alla pensione ma più immediata. E per chi desidera guadagnare anche denaro abbiamo la nostra figura di “Consulente allo Shopping”: un Cliente “evoluto” che raddoppia il guadagno (valori economici per i propri acquisti e provvigioni in denaro per pagare tutto il resto)"

 

 

Per non destare sospetti, aveva utilizzato il treno per raggiungere Pescara ed approvvigionarsi di un ingente quantitativo di stupefacente destinato al mercato frentano e della costa di San Vito. Ma i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ortona, che ne seguivano le sue tracce da tempo, non si sono fatti ingannare. Dopo averlo  pedinato sin dalle prime ore della mattinata, sono riusciti a bloccarlo poco prima delle 14 di ieri alla Stazione Ferroviaria di San Vito Chietino, appena sceso proprio da un treno regionale proveniente da Pescara. I sospetti dei militari si sono trasformati in certezze quando dalla perquisizione personale dell’uomo, M.P., 45enne di Lanciano con piccoli precedenti di polizia, sono saltati fuori, ben occultati negli indumenti intimi, 160 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 50 grammi circa, e due grossi involucri di cellophane contenenti 16 grammi di eroina, ancora da suddividere. Per l’uomo è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, dopo le formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanciano, è stato tradotto presso il carcere frentano in attesa dell’udienza di convalida.

Il Tar non ha 'sospeso' l'efficacia del calendario venatorio della Regione Abruzzo a seguito del ricorso presentato dal Wwf. La caccia aprirà regolarmente domenica 16 settembre come previsto dal calendario venatorio approvato dalla Giunta regionale con il provvedimento n. 542 del 23/7/2018. Le specie che potranno essere cacciate sono il fagiano, la quaglia, la tortora, il merlo, la cornacchia, la gazza e la ghiandaia alle quali si aggiungeranno dal 1 ottobre il cinghiale, la lepre, la volpe e la starna. "Anche quest'anno siamo riusciti a ottenere un calendario venatorio, malgrado i tanti impedimenti che sembrano concentrarsi proprio nella nostra Regione - ha detto l'assessore alla caccia Dino Pepe -. Ringrazio gli uffici regionali, l'avvocatura e le associazioni venatorie che hanno supportato l'azione della Regione anche davanti al Tar". Secondo l'Assessorato il lungo e tortuoso lavoro di concertazione con cacciatori, organizzazioni agricole, associazioni ambientaliste e Ispra, ha prodotto un calendario equilibrato, e congruente con gli obiettivi gestionali faunistici e rispettoso delle normative europee e nazionali e con l’ambiente. "Con la ormai prossima approvazione del nuovo piano F.V. e il conseguente aggiornamento dei dati faunistici contenuti, l'Abruzzo sarà nelle condizioni di poter operare in queste materie con maggiore forza, ampliando anche i periodi cacciabili di talune specie, come il cinghiale, che ora appaiono più restrittivi".

L’erosione della costa, i danni causati dalle numerose mareggiate che sono state registrate nelle ultime settimane sul litorale abruzzese e, non per ultimo, la piaga dilagante della vendita di materiale taroccato sulle spiagge. I presidenti di Confcommercio delle province abruzzesi, Chieti, Teramo e Pescara, supportati dagli esponenti di Sib Confcommercio, il sindacato dei balneatori rappresentato, per l’occasione, dal neo presidente nazionale Antonio Capacchione, hanno incontrato il vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli. Nel corso della riunione si sono toccate tutte le problematiche che affliggono la categoria a partire dall’erosione della costa nella parte nord di Francavilla al Mare e a Casalbordino, passando per il maltempo registrato nel mese di giugno per finire con gli incassi che, in alcune domeniche di giugno, sono calati del 50% rispetto allo scorso anno. Una situazione difficile illustrata con dovizia di particolari da Marisa Tiberio, presidente provinciale di Confcommercio Chieti che rappresenta 64 km di costa, da Gianmarco Giovannelli, presidente di Confcommercio Teramo, territorio in cui la costa si estende per 67 km e da Riccardo Padovano, presidente regionale Sib nonchè vice presidente di Confcommercio Pescara che rappresenta 12 km di costa. A supportare i presidenti di Confcommercio ci hanno pensato Marco Del Casale e Alfredo Di Rito, esponenti di Sib Confcommercio. “Non dobbiamo dimenticare e tralasciare il problema della vendita abusiva di oggetti contraffatti sulle nostre spiagge. In tal senso come Confcommercio Chieti, il prossimo 23 luglio, porteremo sulla Costa dei Trabocchi- annuncia Tiberio- lo spettacolo “Niente di vero sotto il sole” al fine di sensibilizzare i bagnanti, residenti e semplici turisti, sulle conseguenze negative che le vendite abusive comportano per lo stato delle imprese locali e per la salute dei cittadini senza dimenticare l’inasprimento delle sanzioni previste dalla legge nell’ambito del progetto spiagge sicure.” Il presidente di Confcommercio Teramo nonchè presidente di Federalberghi Abruzzo, invece, auspica che il nuovo Governo nazionale intervenga al più presto a tutela del comparto del turismo balneare che attira sulle nostre spiagge milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo. “Con le dovute migliorie normative- dice Giovannelli- il turismo balneare può diventare un cavallo di battaglia dell’economia della nostra regione.”   

 

Rocca San Giovanni (Ch), 15 maggio 2018 - Un sindacato propositivo, che vuole essere protagonista di un Abruzzo chiamato a scegliere tra rilancio e declino. Una Uil con un’idea chiara: i problemi economici e sociali si affrontano insieme, non affidandosi alla sola forza delle leadership che interloquiscono direttamente con individui deboli. Un’organizzazione che non ha paura di chiedere un “colpo di reni” alla classe politica regionale, ancora troppo lenta nel far partire strumenti come il Masterplan o la Carta di Pescara o il Patto per l’Abruzzo. È una Uil Abruzzo forte e carica quella che esce dal X Congresso regionale che si è svolto ieri (lunedì 14 maggio) e oggi (martedì 15 maggio) all’Hotel Villa Medici di Rocca San Giovanni, e che ha confermato la sua piena fiducia a Michele Lombardo, il segretario generale rieletto per i prossimi anni alla guida del sindacato, insieme ad una segreteria composta da Fabiola Ortolano, Clara Ciuca, Alberto Stampone e Alessandro Roselli, e al tesoriere Alfredo Moschettini.

Due giorni molto intensi, nel corso dei quali tutti i problemi del lavoro sono stati toccati, alla presenza di varie autorità: dal vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, all’assessore regionale al Bilancio e alla Sanità, Silvio Paolucci, passando per il presidente del Consiglio regionale Giovanni Di Pangrazio. Presenti anche i segretari regionali di Cgil, Sandro Del Fattore, e della Cisl, Leo Malandra, e il direttore della Cna, Graziano Di Costanzo.

Ma soprattutto, a Rocca San Giovanni c’era anche lo stato maggiore della Uil, che non ha fatto mancare supporto e condivisione al termine di un percorso congressuale regionale iniziato a febbraio: dal segretario generale Carmelo Barbagallo ai confederali Guglielmo LoyAntonio Foccillo e Domenico Proietti, fino all’organizzativo Pierpaolo Bombardieri.

Tanti i punti toccati da Michele Lombardo nel corso della sua relazione. Il ruolo dei corpi intermedi, in primo punto: “Tra me operaio è il mio datore di lavoro il rapporto uno a uno non esiste. Il valore dei corpi intermedi, in particolare quello delle associazioni di rappresentanza dell’intero mondo del lavoro, sono state, sono e continueranno ad essere un pilastro assoluto, non solo per la tutela dei più deboli, ma anche per la salvaguardia della democrazia nel nostro Paese”. Ma quale idea la Uil porta nella società? “La centralità del lavoro come unico strumento di crescita sociale e economica dell’intero sistema, insieme al rilancio delle politiche industriali abbandonate da anni nel nostro Paese, tali da riavviare un percorso virtuoso di crescita di nuovi investimenti nel mondo delle infrastrutture pubbliche e private per cogliere al meglio la nuova sfida legata a industria 4.0”. politiche ancora più urgenti per evitare crisi industriali che, come nel caso della Honeywell, hanno segnato pesantemente la nostra regione, o consentire a settori come l’edilizia di tornare ad essere realmente centrale in una regione che è pur sempre il “più grande cantiere d’Europa”. Niente assistenzialismo, dunque, ma uno Stato che faccia la sua parte con riforme importanti, come quella che cancelli gli errori della Legge Fornero, e del fisco, o che intervenga per rafforzare la sicurezza nei luoghi del lavoro. Venendo all’Abruzzo, per Lombardo “la nostra Regione è ancora attraversata da una fase di ritardo nell’aggancio alla, seppur flebile, ripresa”. Il tutto mentre due terremoti e invernate pesanti hanno appesantito il divario tra costa e zone interne, e l’occupazione, anche se in crescita, non è di qualità perché è segnata da un incremento solo di contratti a termine. Ecco perché, per Lombardo, non sono più tollerabili i ritardi con cui vengono attuati strumenti già approvati, come il Masterplan. Di qui, alcune proposte concrete: “In prima istanza – ha detto - vorremmo che questo nostro Abruzzo dimentichi una volta per tutte il campanile. In una Regione che conta circa 1.350.000 abitanti, un elemento utile alla crescita è proprio l’unità. Per questo per noi è importante giungere ad un sistema universitario, un sistema portuale, una Asl, un consorzio industriale”. Per dare linfa a tutto questo, è necessaria una sterzata anche nel settore del credito: “Riteniamo quindi di dover insistere verso la politica regionale affinché si faccia un osservatorio sul credito alle imprese e alle famiglie, con la fattiva collaborazione di associazioni, banche e dei Sindacati Confederali regionali con le loro strutture di categoria, per elaborare misure e strategie che possano concretamente essere messe in atto”.

Nel corso del suo intervento, il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, ha rimarcato che “non sono gli elettori che non hanno capito le nostre riforme, siamo noi che non abbiamo capito le persone: non abbiamo intercettato il bisogno di lavoro e la crescita della povertà. Noi dobbiamo tornare a batterci per difendere ogni posto di lavoro, senza se e senza ma. Senza mai mollare. Come Regione abbiamo puntato su ricerca e innovazione, ma temo si sia pensato di sostituire la concertazione con la forza della leadership. Le crisi le ho affrontate perché c’eravate voi, che sul campo rappresenta davvero i lavoratori e non manovra invece da lontano. Andiamo avanti insieme”.

In conclusione della prima giornata, il segretario organizzativo nazionale, Pierpaolo Bombardieri, ha rimarcato che “noi siamo per la democrazia delegata, e la Uil è altro dalla politica. I numeri ci dicono che possiamo puntare ad essere il primo sindacato italiano confederale. A partire da questa identità, proponiamo il nostro progetto sociale ed economico: dobbiamo immaginare una nuova idea di Paese, una nuova idea di società perché quelle di oggi non ci stanno bene. Al centro di questa idea c’è il lavoro e da lì partiamo. In conclusione, la nostra è la speranza di una società diversa e migliore di quella attuale. Dobbiamo andare avanti con la stessa determinazione di sempre. Non possiamo immaginare di insegnare la vita ai giovani: dobbiamo ascoltarli”.

Le conclusioni del congresso sono state a cura di Carmelo Barbagallo, segretario nazionale Uil: “Bisogna smetterla con il pianto del giorno dopo: occorre fare di tutto per la prevenzione. La Confindustria e gli imprenditori devono capire che non si può più andare avanti con questa tragica sequela, sappiano che non resteremo passivi. Così come è stato istituito, il reato di omicidio stradale, occorre istituire un reato per omicidio da omissione di salvaguardie per la salute e sicurezza. Serve un Governo perché siano affrontati e risolti i tanti problemi aperti che frenano la nostra economia”. Infine, il leader della Uil è intervenuto anche sulla vicenda della Honeywell: “Bisogna creare regole europee e internazionali per evitare che le multinazionali facciano inaccettabili scelte unilaterali. Se queste imprese decidono di delocalizzare devono prima restituire tutti i vantaggi economici, fiscali e contributivi di cui hanno beneficiato operando nei nostri territori”.