Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

Ormai è  ufficiale: lo stabilimento Honeywell di Atessa chiude. La multinazionale americana ha confermato nei giorni scorsi a Roma, in un incontro al Mise, la cessazione del sito produttivo di turbo compressori, che conta 420 lavoratori più un’altra sessantina di operai di aziende dell’indotto. 500 famiglie gettate nella disperazione dal settembre scorso e a nulla sono valsi gli scioperi, le notti al freddo e la protesta dei mesi scorsi.

Il vertice aziendale si è detto disponile a un percorso “meno impattante” sul piano sociale attraverso il ricorso all’utilizzo di ammortizzatori quali cassa integrazione guadagni, per alcuni mesi, e l’ulteriore incentivo all’esodo dei dipendenti.

Uno spiraglio di luce arriva invece dalla disponibilità anche a favorire la reindustrializzazione del sito produttivo di Atessa se ci dovessero essere  imprenditori pronti a rilevarlo.

All’incontro, durato oltre due ore e mezza, hanno partecipato azienda, funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico, Giovanni Lolli, vice presidente della Giunta regionale d’ Abruzzo, le segreterie sindacali territoriali abruzzesi e i rispettivi segretari nazionali Gianluca Ficco (Uilm), Ferdinando Uliano (Fim) e Michele De Palma (Fiom).