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Immagine di repertorio

Un’impiegata di 35 anni, F.F, di un ufficio postale di Lanciano è finita sotto inchiesta per aver, secondo gli inquirenti, sottratto più di 50 mila euro dal conto corrente un pensionato.

L’uomo, 80 anni, si è rivolto a lei, che fa consulenza finanziaria, per capire come meglio mettere al sicuro i risparmi di una vita. Sembrerebbe che in questo incontro l’uomo abbia spostato la cifra da un conto ad una altro, almeno stando alle prime indiscrezioni, solo che "l’altro" era quello della dipendente stessa, che è riuscita a carpire il codice pin della carta del cliente. Il legale della dipendente Carmine di Risio, fa sapere che la sua assistita respinge tutte le accuse e che la somma, che i parenti della vittima del raggiro non hanno più trovato sul conto, è provente di una donazione fattale da un parente.Il Sostituto Procuoratore Serena Rossi ha posto sotto sequestro preventivo il conto corrente della donna.

+++aggiornamento e precisazione della notizia

Sulla vicenda della dipendente delle poste che secondo il Gip avrebbe sottratto circa 50 mila euro ad un uomo della zona che le chiedeva consigli su come investire i suoi risparmi, riceviamo e pubblichiamo le dichiarazione di uno dei suoi legali l’avvocato Alessandro Troilo che ci tiene a precisare come  questa mattina ha depositato ricorso al Tribunale del Riesame di Chieti contro il sequestro del conto corrente della propria patrocinata in quanto i CC. della Sez. di PG della Procura di Lanciano, nell'eseguire il sequestro del cennato conto, avrebbero  trovato un saldo attivo pari a 0.  Ciò, sempre secondo l’avvocato, contrasta con quello che scrive il GIP nel convalidare il sequestro che dovrebbe servire ad evitare che l'indagata possa far sparire le somme.
Quali somme, si chiede l’avvocato se nel conto non sono stati trovati soldi?