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Tornano le giornate Fai d’Autunno, nei giorni 13 e 14 ottobre. Un weekend, quindi, in cui soffermare lo sguardo, spesso sfuggente e distratto, sulle bellezze poco conosciute e inaccessibili del nostro paese, grazie agli itinerari tematici e alle aperture speciali proposte dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in 250 città italiane. L’iniziativa è a sostegno della raccolta fondi ‘Ricordati di salvare l’Italia’ attiva fino al 31 ottobre.

La delegazione di Lanciano, ha comunicato che i luoghi che si potranno visitare sono tutti nel comune di Frisa e sono, in dettaglio:

Chiesa Santuario della Madonna del Popolo di Frisa.

La Chiesa della Madonna del Popolo di Frisa sorse tra il 1664 il 1669, sul luogo di un’edicola votiva dedicata alla Madonna, come ringraziamento alla Vergine per Frisa dalla terribile pestilenza del 1656-1657. Nel 1697, l’arcivescovo di Lanciano, Barnaba de Castro, volle dare maggiore risalto all’ immagine venerata facendo adornare di stucchi l’altare. Una serie di angeli e di immagini simboliche circondano il quadro della Madonna del Popolo e nella parte superiore della decorazione campeggia l’immagine della Madonna Immacolata. Di tutta l’antica ricchezza decorativa ed artistica, oggi resta solo il pregevole altare maggiore in stucco poiché nel 1943, durante la ritirata, i nazisti minarono il campanile che crollò sulla chiesa, distruggendola quasi interamente. Finita la guerra, l’edificio fu ricostruito ed ampliato dai fedeli e di nuovo consacrato nel 1947. Nel 1980 l’antica immagine fu trafugata e fu sostituita da una pregevole opera di Pietro Annigoni, consacrata l’8 dicembre 1981.

Palazzo dei Baroni Cacciani di Frisa

Il palazzo fu fatto costruire dalla famiglia Caccianini a partire dal XVII secolo come propria residenza inglobando varie strutture della cinta muraria nel proprio palazzo. Alla metà del Settecento risulta una sopraelevazione dell'edificio, mentre è degli inizi del XIX secolo l'aggiunta di un'ala trasversale dell'edificio precedente. Passato in seguito alla famiglia Finamore e poi al Comune. È suddiviso in tre livelli: solo il primo ed il terzo livello sono imbiancati, il piano centrale presenta una muratura a vista per via dello scrostamento della vernice. Al pian terreno vi sono vari ingressi per le abitazioni e i luoghi di deposito, aperti forse di recente. Le aperture al primo piano sono state murate per via dell'abbandono. Le aperture al secondo piano si affacciano su dei balconcini e incorniciate da rilievi in stucco.

Galleria d’Arte Contemporanea di Frisa

La Pinacoteca frisana, sorta nel 1982 per iniziativa del Prof. Michele Ursini, è allestita in un'ala del Palazzo dei Baroni Caccianini. Tutte le opere d'arte della collezione sono frutto di donazioni che gli artisti hanno fatto nel tempo e continuano a fare anche oggi. Per ragioni di spazio, le opere esposte sono soltanto una parte del patrimonio artistico esistente.

Le visite sono previste sabato e domenica, dalle 9:30 alle 13 la mattina. Nel pomeriggio, invece, gli orari sono dalle 15:30 alle 19, con ultimo ingresso alle 18:30. Prima di ogni visita, sarà chiesto un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro, per sostenere le attività della fondazione FAI. Le visite sono a cura degli apprendisti Ciceroni dell’Istituto comprensivo ‘Don Milani’ – Scuola primaria e secondaria di primo grado a Frisa. L’iniziativa è sostenuta anche dal Comune di Frisa, parrocchia ‘Santa Lucia’ e Pro Loco. Per maggiori informazioni: www.fondoambiente.it

 

 

 

 

 

Ogni giorno, ormai a tre settimane di distanza, la vicenda della rapina in villa che ha sconvolto l'Italia, si arricchisce di nuovi particolari. Dopo gli arresti dei primi tre giovani romeni,  Aurel Costantin Turlica, 22 anni, Cosmin Ion Turlica, 20 anni, Aurel Ruset, 25 anni, fermati mentre cercavano di fuggire a bordo della loro auto con targa straniera, macchina gia da tempo controllata dalle forze dell'ordine, seguiti dal fermo di Bodgan Ghiviziu, considerato l'autista, Alexandru Bodgan Colteanu e infine di Martin Marius Adrian, fuggito in Romania, la città di Lanciano fatica a riprendersi dallo shock di trovarsi alla ribalta nazionale per un reato tanto efferato. 

Sono tanti a chiedersi come sia stato possibile  arrivare a tanto e nello sfogliare i giornali, osservando i volti dei presunti colpevoli, la giustizia deve ancora esprimersi, alcune signore, residenti nel quartiere Santa Rita hanno riconosciuto, dicono senza ombra di dubbio, nel volto dei primi tre fermati quello dei giovani che lunedì 24 settembre sono saliti, dal centro di Lanciano sul pullman che le riportava a casa.

Erano loro, non ha dubbio la signora Maria, sono saliti sul mezzo e sono scesi all'altezza di un Bar del quartiere. La zona era stata indicata come frequentata dal gruppo proprio per la presenza di un centro scommesse, non ci meraviglia, ma il fatto che il  mattino dopo la "mattanza" che ha quasi ucciso i coniugi Martelli, i due fratelli Turlica e il cugino Ruset siano andati proprio li, a due passi dalla villa della famiglia, ha dell'incredibile.

Quel lunedì sulla stampa nazionale si parlava solo della rapina di Lanciano, avranno sicuramente visto la Tv o letto i siti internet e i giornali. Loro erano in città, erano a casa, in corso Roma e con il pulman, come tre studenti normali sono andati sul luogo dell'orrore.

Altri cittadini ricordano perfettamente quella Golf parcheggiata in Piazza, sempre fuori dalle strisce blù, messa di traverso davanti al monumento. Del resto sono loro stessi, i romeni, a pubblicarsi a bordo della macchina sotto il comune. Le auto erano la loro passione, sui loro profili social le macchine sono le protagoniste. Auto sportive, non particolarmente costose ma che si notano e, i lancianesi, le avevano notate.

(Clara Labrozzi)

LANCIANO. Ricordare il passato per creare un futuro migliore. Potrebbero essere queste le parole giuste per raccontare la giornata del 5 ottobre 2018 a Lanciano, giorno scelto non a caso: si tratta della vigilia della commemorazione dei martiri del 6 ottobre. Di commemorazione si è parlato anche questa mattina. E’ stato infatti inaugurato il monumento al Samudaripen dei Rom e Sinti realizzato dallo scultore Tonino Santeusanio. Monumento che non ha avuto costi per la collettività visto che è stato finanziato dalle comunità Rom e Sinti sparse in Italia e da Santino Spinelli  che ha curato anche l’organizzazione dell’evento a cui hanno partecipato sia le autorità che gli studenti delle scuole. Lanciano è quindi la prima città italiana e la seconda in Europa, dopo Berlino, ad avere un luogo commemorativo del genocidio di Rom e Sinti. Il monumento, realizzato in pietra della Maiella, rappresenta una donna con in braccio un bambino. Ai piedi c’è un ruota, che simboleggia l’incamminarsi verso il futuro, e del filo spinato che rimanda ai campi di concentramento a cui la donna, assieme al bambino, sta fuggendo.

“Oggi stiamo riscrivendo la storia – afferma il sindaco di Lanciano Mario Pupillo – una storia nuova, che vuole essere una risposta forte e chiara della nostra comunità contro chi vuole riportare un clima di razzismo ed odio. In un momento in cui la comunità europea balbetta, noi rispondiamo con un messaggio di pace.”

Tra la folla ci sono numerosi rappresentanti di etnia Rom visibilmente commossi nel ricordare quanti di loro non ce l’hanno fatta e che hanno pagato con la vita l’essere appartenuti ad una comunità che, in tempi lontani, era considerata inferiore, al pari di molte altre. “Noi non amiamo le ruspe – interviene il senatore Luigi Manconi – noi amiamo i monumenti perché rimangono in eterno e mantengono viva la memoria”.  “I confini del terrore sono vastissimi – ricorda lo scrittore ed attore Moni Ovadia – questo genocidio, così come tutti gli altri, deve avere pari dignità e risonanza affinché non accadano più. La cosa peggiore che può accadere ad un uomo non è essere vittima ma carnefice dei suoi simili. Dobbiamo rifiutare con forza tutti i governi che intendono discriminare: chi si macchia di discriminazione deve essere considerato un criminale. Io spero che non ci sia più un giorno della memoria, bensì un giorno delle memorie perché in tanti, in un passato neanche troppo lontano come si crede, hanno subito discriminazioni pagate con la propria vita”. Tra gli ospiti della celebrazione c’era anche il giornalista Gad Lerner che nel suo intervento, tra le altre cose, ha anche auspicato che il monumento sia “Un faro proiettato verso un futuro di pace, senza nessuna discriminazione. Deve essere un riferimento per tutti noi, per non dimenticare mai”.

Assente, invece, per impegni la senatrice a vita Liliana Segre che ha inviato una lettera, che riportiamo qui integralmente: “Carissimo Senatore Luigi Manconi, caro professor Santino Spinelli e caro sindaco Mario Pupillo, purtroppo non posso essere personalmente presente alla cerimonia di inaugurazione, ma saluto con vero piacere questa iniziativa promossa dall’Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali (UNAR), in collaborazione con le associazioni che rappresentano i popoli Rom, Sinti e Caminanti, in particolare l’associazione Them Romanò. Inaugurare un monumento alla memoria dello sterminio di Rom e Sinti attuato dai nazisti è un atto dovuto e anzi giunge con troppo ritardo. La Shoah degli Ebrei e il Porrajmos dei popoli nomadi sono parte di uno stesso progetto disumano.  Io ricordo, perché io c’ero. C’ero in quei campi di sterminio in cui, insieme agli ebrei anche altre minoranze vennero annientate. Tra queste, il gruppo più numeroso fu proprio quello degli appartenenti alle popolazioni dei Rom e Sinti. E dire che ad Auschwitz inizialmente la condizione dei prigionieri nel “lager degli zingari” aveva suscitato la nostra invidia. Lì non erano stati separati - gli uomini dalle donne, gli abili al lavoro dagli inabili - e le famiglie vivevano unite nelle loro baracche, e avevano conservato anche i loro vestiti. Sentivamo le loro voci, le voci dei bambini, li consideravamo fortunati. Solo dopo capimmo cosa li aspettava. Ce ne accorgemmo una mattina in cui quei rumori non li sentimmo più e nelle loro baracche vuote regnava un silenzio spettrale. Durante la notte tutti - uomini, donne, bambini, vecchi - erano stati portati nelle camere a gas e sterminati. Chi ha vissuto tutto ciò non può non trovare scandaloso l’oblio che per lo più è caduto sullo sterminio dei nomadi. Il monumento che oggi inaugurate è giunto troppo tardi e sicuramente è troppo poco, ma se serve a riprendere un cammino di memoria, di conoscenza e di coscienza costituirà comunque un primo passo importante e significativo”. Momento carico di emozioni anche per il professor Santino Spinelli che da anni promuove e divulga in tutto il mondo la cultura Rom anche attraverso la musica. Il professor Spinelli ha composto anche la poesia ‘Auschwitz’ che è stata riportata sulla lapide in maiolica di Laterza, posta ai piedi del monumento: “Faccia incavata. Occhi oscurati. Labbra fredde. Silenzio. Cuore strappato. Senza fiato. Senza parole. Nessun pianto.”

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Piergiorgio Di Rocco 

Servizi video di Clara Labrozzi

Dai Ricordi di Guerra di Pier Andrea Brasile pubblicati sul web da Francesca Romana Brasile, vogliamo riproporvi il racconto di quelle che furono le feste settembrine all'indomani dell'8 settembre. Giorni di speranze che svanivano e che srabbero sfociate poi nella rivolta del 6 ottobre.

"Il 15 settembre, mentre Lanciano celebrava le sue feste patronali e per il Corso trento e Trieste sfilavano le contadine con i canestri in testa che recavano il “don” alla Madonna, si videro arrivare le prime pattuglie tedesche, armate fino ai denti, o meglio al cinturone, sul quale spiaccavano due bombe a mano col manico di legno.
I Lancianesi seguitarono ad interessarsi della festa, concorsero numerosi all’asta dei donativi costituiti da specialità gastronomiche e dolci ed ascoltarono in piazza i pezzi di musica suonati dalla banda. Pareva che la guerra non li riguardasse più e che i tedeschi fossero forestieri di passaggio che si erano fermati anche essi a vedere la festa. 
Dopo qualche giorno si accorsero che i tedeschi non erano dei turisti, ma vera e propria truppa di occupazione e che il territorio da essi controllato era da considerarsi nemico e come tale soggetto alla requisizione di quanto loro occorreva per il proseguimento della guerra e alla mobilitazione degli uomini validi per l’approntamento di opere difensive.
Agli ingenui che chiedevano il pagamento delle merci requisite, i tedeschi rispondevano con pesante ironia: <<Paga Badoglio>> seguita da sarcastiche risa.
Nel sud le cose precipitavano: lo sbarco a Salerno, la liberazione di Napoli, lo sbarco a termoli e la propaganda di Radio Londra con le promesse di aiuti ai partigiani che si fossero sollevati contro gli invasori nazisti, avevano cambiato l’indifferenza dei primi giorni in insofferenza, prima ed in esasperazione, più tardi. 
Ai primi di ottobre le requisizioni si fecero più pesanti: con leve di ferro facevano saltare saracinesche delle rimesse, le porte degli appartamenti lasciati dai più pavidi che avevano cercato rifugio in campagna e prendevano auto- mobili, pianoforti, macchine da scrivere, apparecchi radio e quanto riuscisse loro comodo e gradito. 
Tra l’altre.. requisizioni ce ne fu una fatta da una pattuglia che entrò nell’orologeria di Filippo Console e si fece consegnare i migliori orologi da polso che aveva, assicurando il proprietario che avrebbe pagato Badoglio. Era presente il Generale del genio Ginesio Mercadante che era in borghese. Egli si presentò al capo della pattuglia e protestò altamente per l’atto brigantesco che veniva compiuto,indegno di militari che in tal modo disonoravano la divisa. Chiese di parlare col loro comandante e di accompagnarlo da lui. I Tedeschi lo misero in mezzo e lo accompagnarono al Comando. Si sparse allora la voce che il Generale Mercadante era stato arrestato e gli sririti più eccitati entrarono in fermento. 
Tra questi ci fu mio fratello Vincenzo, scottato già da una spoliazione di utensili e di ferramenta varia. Quando seppe la notizia da un cliente, si pose in tasca una grossa pistola automatica Stayer, chiuse il negozio ed andò in piazza a vedere che cosa si faceva. Personalmente, aveva simpatia per la famiglia Mercadante, ma era spinto a fare qualche cosa per dare sfogo all’indignazione che lo gonfiava e gli rendeva difficile accudire alla vendita della sua merce. Chì sa? << Forse – pensava – se qualcuno comincia, gli altri seguiranno l’esempio e i Tedeschi staranno più a posto. 
Giunto in piazza, sali per Via dei Frentani e, all’altezza di Largo Tappia, estrasse la pistola e sparò in ari i sette colpèi del caricatore. Al rumore alcuni uscirono fuori dalle botteghe, altri vennero syu dalla piazza e si strinsero attorno a mio fratello ancora fremente. << Scappate, Don Vincenzo, scappate giù per questo vicolo, che ora verranno i tedeschi dalla Piazza>>. E lo spinsero giù per la ripida scalinata che portava a Piazza della Verdura, donde avrebbe raggiunto facilmente la casa.
Alla mamma, stupita di vederlo tornare prima del tempo, disse ormai pacato e disteso: <<Ho sentito che sparavano in piazza. Per non farti stare in pensiero, sono tornato a casa>> E andò a chiudersi in camera.
Dopo qualche ora, andò a bussare alla porta il tenente della Polizia Municipale, D’Arezzo, che pregò la Mamma e la Zia di non farlo uscire per qualche giorno. Fingesse di essere malato e consegnasse a lui la pistola, perché, se i Tedeschi avessero operato una perquisizione, poteva passare dei guai seri. Era poi prudente disarmarlo, affinché non commettesse altre imprudenze.
E infine d’Arezzo telefonò a me , perché andassi a consolare mia madre e tenessi a freno mio fratello.
Lo trovai, invece, completamente scarico e molto impaurito, talchè per due giorni se ne stette in casa a covare umilmente il suo eroico gesto di ribellione.

A questo punto devo confessare a chi legge che, nonostante il divieto di portare armi e l’obbligo di consegnarle al comando tedesco, io giravo per Lanciano con la mia Beretta in tasca, l’arma su cui avevo prestato il giuramento da ufficiale. Non volevo consegnarla ai nemici e non volevo renderla inservibile, come aveva fatto mio cugino che aveva buttato giù nel pozzo il fucile da caccia e le altre armi esistenti in casa. Ma perché portavo addosso? Se mi avessero fermato per mandarmi al lavoro obbligatorio e mi avessero perquisito , mi mettevo nei pasticci e la mia famiglia, in quelle circostanze, aveva bisogno di me… E allora? Neanche ora saprei rispondere nulla di sensato e di razionale. Volevo forse sentirmi in grado di reagire alla violenza con la violenza, se i Tedeschi l’avessero tentata su di me o su qualche altro, sotto i miei occhi".

(Foto di Vetrina Frentana)

Torna la rievocazione storica,  la più antica d’Abruzzo,  del Mastrogiurato. L’evento che dal 1981, senza sosta alcuna, riporta la citta di Lanciano a vestire i panni di capitale delle Fiere medievali, l’epoca in cui da tutto il mondo allora conosciuto si giungeva nella capitale della Frentania per esporre le proprie merci. La figura del Mastrogiurato nasceva proprio per garantire il libero mercato, per vigilare sulla sicurezza dei mercanti, delle loro merci e degli acquirenti che dovevano essere rispettati da tutti senza alcuna differenza di razza, cultura e religione.

L’edizione numero 37 della grande Rievocazione storica dell’investitura del Mastrogiurato, come tradizione vuole, prenderà il via il 26 agosto dalle ore 17 in piazza del Plebiscito con la Tenzone dei quartieri in cui si sfideranno, in giochi di ispirazione medievale, i quattro rioni storici della città: LancianoVecchia, Civitanova, Borgo e Sacca. Una gara di agilità , tecnica e tenacia nella quale tutti i partecipanti si impegnaranno con grande tenacia, a riportare la vittoria nel proprio quartiere.

Donne alla fonte, il vasaio e il tiro alla fune saranno, come ogni anno, le gare che assegneranno al quartiere vincitore il Mastrogiurato d’oro, opera della artista Vito Pancella oltre, ovviamnete, all’onore di aprire il corteo del 2 settembre.

Si prosegue verso martedì 28 agosto dalle 18,30 con la “Fenice Falconeria” esposizione didattica di rapaci e falconeria, un gruppo veneto che per la prima volta saranno ospiti in città. Da mercoledì 29 a domenica 2 settembre torna tutta la suggestione e la magia della Rocca de Lo Mastrogiurato che, anche quest’anno, si svolgerà  alle Torri Montanare e nel chiostro del parco della Musica nel quartiere Civitanova. Una scommessa vincente quella di scegliere questa location che ha saputo ridare nuovo slancio al mercato medievale internazionale, agli spettacoli a tema e alla gastronomia tipica. Lo chef della Taverna de Lo Mercante sarà Alessandro Di Stefano che in passato ha già collaborato alla Panarda.

Fra i nuovi artisti che allieteranno le serate segnaliamo il “Theatre Group of Knight Gasper Lambergard” che vengono da Bled Castel in Slovenia. La Slovenia è la nuova nazione ospite che andrà ad aggiungersi, alla Germania, Portogallo, Francia e Ungheria . Altra new entry la “Pyrotecnico Fire Artis”, gli artisti dei fuochi pirotecnici che presenteranno numeri mai visti in zona e sono di Finali Ligure. Da non perdere anche il gruppo, un gradito ritorno, dei “Sonagli di Tagatam”.

All’interno del chiostro della cittadella della musica saranno esposte  le foto realizzate alle otto Dame selezionate nella terza edizione del concorso a loro riservato. Il fotografo di quest’anno sarà Luca Gamberale.

Il costo del biglietto per accedere alla Rocca rimane di tre euro ma, a differenza dello c

scorso anno, sarà possibile acquistare un abbonamento per le cinque sere che avrà il costo di 10 euro. Una soluzione molto conveniente per chi vorrà essere presente più sere alla Rocca de Lo Mastrogiurato.

Domenica 2 settembre il grande corteo storico prenderà il via con i consueti spettacoli in piazza. Saranno 700 i figuranti che sfileranno per la prima volta sul nuovo corso della città. La Slovenia e il ritorno di Chieti hanno aumentato considerevolmente il numero dei partecipanti al corteo che si svolgerà secondo tradizione con il giuramento del Mastrogiurato 2018, la lettura della formula e l’alza bandiera alla piana della fiera che anticamente dava il via alla fiere di Lanciano.

Anche quest’anno è prevista la cartolina speciale a cura dell’associazione Filatelica Anxanum.

Questa mattina annunciato anche il nome del Mastrogiurato 2018 che

il dott. LUIGI SCHIPS 54 anni,  direttore di Urologia degli Ospedali di Lanciano e Vasto, professore alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Chieti. Un  illustre Frentano che con la sua attività fa conoscere il nostro territorio in tutto il mondo.

E' stata sottoscritta stamattina a Fossacesia la convenzione per la promozione dei servizi di mobilità sostenibile, con l'avvio della “Linea dei Trabocchi”, promossa da: Legambiente, PMC Abruzzo Innovazione Turismo, DMC Costiera dei Trabocchi, DMC Sangro Aventino, FIBA Abruzzo, Donato Di Fonzo & F.lli S.p.A., TUA Società Unica Abruzzese di Trasporto S.p.A., Sangritana S.p.A e Autoservizi Cerella srl.

Allapresentazione dell'iniziativa hanno partecipato i sindaci della costa, il Presidente della Provincia di Chieti e la Regione Abruzzo e si propone di lanciare e sperimentare da subito un modello innovativo di sinergia tra i servizi per turismo - ricettività, complementari ed esperienziali, trasporto e mobilità - in un contesto di ottimizzazione della qualità e della sostenibilità ambientale come elemento caratterizzante dei territori coinvolti e dell’intera regione.

In linea con il nuovo pacchetto 'Mobilità pulita' dell'Unione Europea che include la direttiva sui servizi di trasporto passeggeri effettuati con autobus, la convenzione incoraggia lo sviluppo di collegamenti effettuati in autobus su lunghe distanze e tratte di prossimità ed offre alternative all'uso delle auto private, nell'intento di contribuire a ridurre le emissioni di CO2, l'inquinamento atmosferico, la congestione stradale e favorire l'intermodalità e la sicurezza negli spostamenti a costi vantaggiosi ed in un'ottica di turismo attivo sostenibile.

“È una giornata importante per il nostro territorio – dichiara Alfonso Di Fonzo, presidente  della Di Fonzo S.p.A. - poiché per la prima volta gli operatori mettono in rete i servizi, che fino ad oggi hanno offerto individualmente, con lo scopo di fidelizzare il turista non alla singola struttura ma all’intero territorio. Le aziende di trasporto pubblico aderenti alla convenzione metteranno a disposizione l’offerta di linee in esercizio sulla Costa dei Trabocchi, generando agevolazioni per l’utenza. Ad esempio, un passeggero che da Torricella Peligna vorrà recarsi al Lido Le Morge di Torino di Sangro, utilizzando il servizio pubblico, riceverà dalle strutture balneari aderenti un omaggio giornaliero pari alla durata del proprio titolo di viaggio. Stessa tipologia di agevolazione verrà applicata a tutti quei turisti che sceglieranno le linee provenienti da Roma e Napoli per soggiornare nelle strutture alberghiere aderenti alla convenzione, ricevendo un rimborso del titolo di viaggio proporzionale alla durata del soggiorno”.

La Regione ha da poco presentato il nuovo piano strategico regionale sul turismo che mette al centro non solo il tema della mobilità sostenibile dei turisti, visti come 'cittadini temporanei', ma anche la promozione di un turismo attivo sostenibile e FIBA Abruzzo intende facilitare questo connubio, attraverso la fruizione agevolata dei servizi offerti dalle proprie strutture.

“Questa iniziativa dimostra – dichiara Giuseppe Susi, presidente regionale di Fiba Abruzzo - che cresce la consapevolezza dell’importanza del tema della mobilità, aspetto centrale nello sviluppo anche turistico della Costa dei trabocchi”.

La Linea dei Trabocchi, quindi, nasce come elemento sperimentale dalla condivisione di un primo gruppo di operatori del trasporto pubblico e di alcuni servizi complementari fruibili e riconducibili ai territori di competenza delle due DMC della Costa dei Trabocchi: Costiera e Sangro Aventino. Ma anche dalla volontà della PMC Abruzzo Innovazione Turismo che con il Libro Bianco “100 Azioni per lo Sviluppo turistico sostenibile in Abruzzo”, realizzato da Mario Cucinella, contempla alcune importanti azioni sull'ottimizzazione e sull’utilizzo di mezzi di trasporto multimodali alternativi all’uso delle autovetture.

“La nostra partecipazione e supporto all'iniziativa – dichiara Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo – parte dal protocollo sul turismo attivo sostenibile firmato la scorsa estate con la regione e volto a favorire l’innovazione ambientale del settore turistico, incentivando strumenti di eco-compatibilità e favorendo sinergie tra gli stakeholder pubblici e privati operanti nel settore turistico. La Linea dei Trabocchi è un elemento concreto che arricchisce la strategia del turismo responsabile ed ambientale dentro una visione di green mobility. Un esempio virtuoso di partecipazione dal basso e di risposta alle esigenze di un territorio che ha nella Costa dei Trabocchi un forte attrattore turistico che può essere il modello economico, sociale ed ambientale che tiene dentro anche la ricchezza delle aree interne.”

 

“L'unico default che vedo è nella decenza e nelle parole dette tanto per aprire bocca. Solo che non è un rischio, ma realtà”: non si fa attendere la replica del Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, alle esternazioni del presidente della Commissione regionale di Vigilanza sul piano di assunzioni 2018.

“E’ incredibile come un’Azienda debba essere censurata perché crea occupazione al fine di migliorare l’assistenza - aggiunge Flacco -. Le presunte preoccupazioni possono essere indirizzate altrove perché per quanto attiene alla nostra Azienda esistono organi di controllo chiamati a valutare sostenibilità e rispetto dei parametri dei provvedimenti adottati e che hanno approvato il nostro piano, quali il Collegio sindacale e il Servizio Ragioneria della Regione Abruzzo. Le garanzie, dunque, ci sono tutte e non potrebbe essere diversamente, perché abbiamo elaborato un documento che risponde al reale fabbisogno di personale aziendale senza perdere di vista l’impatto economico, perfettamente allineato ai vincoli di spesa. La gestione del personale è stata sempre un nostro punto di forza sotto il profilo economico, perché non abbiamo mai sforato il budget a nostra disposizione. Inoltre questo provvedimento contiene anche misure finalizzate alla riduzione del precariato, com’è noto  imposte da normative regionali e ministeriali a cui dobbiamo adeguarci. Quanto al bilancio aziendale, abbiamo adottato misure di revisione dei costi che ci hanno permesso di abbassare la perdita a 16 milioni di euro. Non si dia pena, dunque, perché non ce n’è bisogno. Così come sono fuori fuoco le allusioni alla posizione lavorativa dell’ortopedico Beniamino Flacco, al quale non mi lega alcun vincolo di parentela. Ha partecipato a una selezione, arrivando terzo, e ha preso servizio. Ora l’Azienda presso la quale aveva prestato servizio in precedenza gli ha richiesto un comando per due anni, facendosi ovviamente carico della retribuzione, e noi lo abbiamo concesso per un solo anno, condividendo li provvedimento con il responsabile dell’Unità operativa e il direttore del Dipartimento. Tutto nel rispetto delle regole, perciò ironie e censure le respingo al mittente. E’ tornato all’attacco il Presidente della Commissione vigilanza, ma ha sbagliato il bersaglio. Può succedere, specie se qualche suggeritore aziendale prende un abbaglio e gli passa una notizia che tale non è. Ecco, in tempi di fake news si dovrebbe essere più attenti. Di questo sì che sarebbe bene preoccuparsi”.

“Non sono soddisfatto al cento per cento, ma l'accordo raggiunto e che deve essere ancora firmato, è quello meno pesante per la società. Se questa lunga e controversa vicenda non si chiude potremmo avere dei seri problemi”. A parlare è il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe che ieri ha incontrato i sindaci proprio per informarli sull'iter della vertenza con l'Acea e sugli ultimi sviluppi e per ascoltare le loro considerazioni e le loro valutazioni in merito. Un argomento tanto importante non poteva, per il presidente, non essere affrontato e discusso insieme, prima di ratificare un'intesa faticosamente raggiunta. Ha ripercorso gli aspetti più significativi del contenzioso ricordando ancora una volta che si tratta di una storia che parte da molto lontano, da quando c'era la Cassa per il Mezzogiorno e che è andata avanti a colpi di carte bollate e di richieste milionarie. L'ultima di 7 milioni e mezzo di euro, o meglio 6 milioni richiesti dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ai quali bisognava aggiungere le spese legali e processuali. “Ed è proprio su questa somma notevole, che si è concentrata tutta la nostra attività, quella del Cda e dell'Ufficio legale per cercare di individuare tutte le azioni da mettere in campo per arrivare a una soluzione accettabile. Questa cifra che i legali dell'Acea hanno richiesto – ha puntualizzato Basterebbe – in considerazione di una sentenza passata in giudicato, rappresenta poco più di un terzo dell'intero bilancio della Sasi. Si comprende quindi, quanto fosse grave la situazione. Da qui la necessità di tentare tutte le strade possibili per evitare l'esborso di una simile cifra che mai avremmo potuto pagare in un'unica soluzione. Sono proseguite riunioni tra i rispettivi uffici legali, io mi sono più volte incontrato con il presidente dell'Acea e alla fine abbiamo raggiunto un accordo, chiudere a 5 milioni e 400 mila euro, con il versamento di un milione all'atto della firma e 500 mila euro per 8 anni, senza interessi”. Certo, non è poco, ma è la soluzione migliore rispetto all'attuale situazione ha rimarcato il legale della Sasi, l'avvocato Di Zio, “chiudere con questa cifra e con un pagamento rateizzato è un accordo accettabile”.

I sindaci hanno ascoltato con attenzione l'intervento del presidente e quello dell'avvocato, sentono da anni parlare di questa complicata questione e chiuderla è già un grande risultato, anche se piuttosto oneroso. “Chiudere questo contenzioso, aver affrontato un problema complesso che si trascinava da troppi anni è già un grande obiettivo centrato”, ha detto il sindaco di Vasto Francesco Menna, mentre il primo cittadino di Cupello Manuele Marcovecchio ha chiesto se questo esborso avrà ripercussioni sulla comunità. Il sindaco di Altino Vincenzo Muratelli dopo aver ribadito “che tutto quello che si poteva fare è stato fatto” ha puntato l'indice contro il comportamento scorretto dell'Acea che non avrebbe nessun rispetto e considerazione per i territori. E questo è un tema destinato ad avere altri sviluppi.

I sindaci, hanno comunque apprezzato, non solo l'apertura al dialogo e al confronto di Gianfranco Basterebbe, ma soprattutto lo sforzo e l'impegno profusi per mettere la parola fine a una lunga ed esasperante telenovela.

 

Un piano da sei milioni di euro: tanto vale il programma delle assunzioni 2018 varato dalla Asl Lanciano Vasto Chieti e approvato ieri dalla Regione Abruzzo, che porterà ossigeno alle unità operative con conseguente positiva ricaduta sulle attività assistenziali. Il documento prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 117 unità, da destinare alla copertura di altrettanti posti vacanti di diverso profilo professionale. Una manovra che favorisce il lavoro stabile limitando il precariato, nel rispetto dell’obiettivo regionale di riduzione dei contratti a tempo determinato.

Saranno 25 le assunzioni nel ruolo tecnico (assistente sociale, assistente tecnico, Oss, programmatore e collaboratore tecnico professionale), e sette in quello amministrativo, mentre la parte del leone la fa l’area sanitaria, con 85 unità, di cui 52 dirigenti medici, otto direttori di struttura complessa e 25 unità del comparto tra infermieri, tecnici e altre figure.

Nel piano è previsto anche il concorso per la direzione della Radiologia dell’ospedale di Lanciano, quello che ancora mancava per la copertura di tutti i posti apicali lasciati scoperti al “Renzetti” dopo il pensionamento dei primari in carica. Entro l’anno, dunque, tutte le unità operative torneranno ad avere una guida stabile.

Sul fronte dei dirigenti medici la pattuglia più numerosa sarà quella dei ginecologi, visto che ne saranno assunti sette, seguiti dagli specialisti in medicina d’urgenza, cinque. Di seguito gli altri:

4 anestesisti 4 radiologi 3 biologi 3 psichiatri 2 cardiologi 2 chirurghi 2 geriatri 2 diabetologi 2 medicina trasfusionale 2 pediatri 2 veterinari 2 psicologi 1 chirurgo vascolare 1 direzione medica di presidio 1 gastroenterologo 1 medicina fisica e riabilitazione 1 medicina interna   1 nefrologia 1 ortopedia 1 patologia clinica.
 

«Questo piano, redatto con il supporto dell’unità operativa Amministrazione e sviluppo delle risorse umane - sottolinea il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco -, permetterà alle articolazioni aziendali di colmare carenze e migliorare l’operatività. E’ stato condiviso con l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, SIlvio Paolucci e recepito dalla Regione integralmente, che ancora una volta risponde positivamente alle istanze della nostra Azienda ponendola in condizione di offrire assistenza di qualità a un territorio così vasto. L’approvazione ci permette anche di varare i concorsi, assai attesi, per gli operatori socio sanitari, con 20 assunzioni, e per gli infermieri. Per la procedura che riguarda questi ultimi, prossima a essere bandita, ci sarà la riserva di posti del 50%, ai fini della stabilizzazione del personale attualmente in servizio a tempo determinato e in possesso dei requisiti previsti».

Il piano assunzioni 2018 è ricompreso nei limiti di spesa per il personale fissato dagli strumenti di programmazione regionale e che stabilisce per la Asl della provincia di Chieti un tetto pari 240 milioni di euro.

?Le emergenze colpiscono anche gli animali, oltre che le persone, ed è perciò fondamentale sapere come muoversi in caso di calamità o epidemia. E' stato quindi un vero e proprio addestramento quello compiuto dal servizio Sanità animale? della Asl della provincia di Chieti, che ha effettuato un’esercitazione in campo riservata a tutto il personale, sanitario e tecnico ausiliario, che ha preso parte alla simulazione di un allarme determinato da un focolaio di malattia infettiva, altamente contagiosa, e da un terremoto.

L'allarme è scattato alle ore 9.30, orario in cui tutto il personale delle sedi di Chieti, Lanciano e Vasto, dotato di attrezzature e mezzi necessari, si è diretto alla volta del punto di ritrovo stabilito, a Roccamontepiano, in località Montepiano. Sono stati allestiti recinti per il recupero e la custodia di animali come bovini, equini e caprini, ricoveri per animali d'affezione e impiantato un centro veterinario mobile, dotato di attrezzature per il pronto intervento, collocato all'interno di una tenda pneumatica alimentata con generatore di corrente.

?A seguire è stata poi istituita la stazione mobile di disinfezione con l'allestimento di una doccia pneumatica per la sterilizzazione da sostanze tossiche radioattive. Altro passaggio significativo è stata la geolocalizzazione delle strutture di ricovero ancora utilizzabili più prossime. Con l'impiego di navigatori satellitari gruppi diversi di sanitari sono state tracciate rotte e percorsi nel tentativo di recuperare animali dispersi nel bosco, tenendosi in contatto con ricetrasmittenti. Le operazioni si sono concluse in serata.

«La simulazione ha consentito di verificare consistenza ed efficacia di attrezzature e protocolli di cui disponiamo - sottolinea Giovanni Di Paolo, direttore del servizio Sanità animale della Asl Lanciano Vasto Chieti -. Esercitazioni come queste, inoltre, servono a mettere in luce eventuali criticità di organizzazione che possono essere corrette, così da essere pronti e incisivi in caso di necessità».