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I Sindaci di Gamberale Maurizio Bucci, Casalanguida Luca Conti, San Savo Tiziana Magnacca, Orsogna Fabrizio Montepara, Paglieta Nicola Scaricaciottoli, Villalfonsina Mimmo Budano, Borrello Giovanni Di Nunzio, Roio Del Sangro Sabatino Ramondelli Perano Gianni Bellisario e Montazzoli Felice Novello non ci stanno e scrivono al Prefetto di Chieti Corona. Questo il testo della loro lettera che vi proponiamo integralmente.

“In riferimento alla nota in oggetto i sotto elencati Sindaci comunicano che non parteciperanno alla serie di incontri fissati come da Vs. nota di riscontro.

I motivi che ci hanno condotto ad intraprendere tale iniziativa sono essenzialmente legati a questioni da risolvere che riteniamo essere più importanti rispetto alla questioni migranti a cui comunque siamo sensibili. Oggi, per noi Sindaci non si può dire ancora conclusa la fase dell’emergenza maltempo ed infatti continuiamo ad avere questioni aperte sul territorio legati alle scuole, ai crolli di capannoni agricoli, alle frane e agli smottamenti che francamente forse meritano nell’immediato la profusione di tutte le nostre forze per tentare di risolvere tali problematiche. Evidentemente Lei ha ritenuto che la fase emergenziale legata al maltempo fosse passata ma Le assicuriamo che non è così.

Pertanto, abbiamo deciso di non partecipare agli incontri legati alle problematiche in oggetto per i motivi sopra citati che riteniamo essere prioritari per la salvaguardia del territorio e per il benessere dei cittadini che ci onoriamo di rappresentare”

Dopo la missiva di questa mattina i primi cittadini hanno fatto un passo in più ed hanno indetto una conferenza stampa a Lanciano dove hanno espresso tutto il loro disappunto per una politica Nazionale che ha letteralmente abbandonato un territorio colpito da ogni genere di calamità naturale con le scuole ancora chiuse e sul quale si vuole anche addossare tutta la responsabiltà di una accoglienza migranti che definiscono “uno squallido ricatto ai sindaci”. Il sindaco di San Salvo Tiziana  Magnacca, che negli anni scorsi era saltata agli onori della cronaca per le sue precise prese di posizione a favore della sua gente e contro chi intendeva portare nella sua cittadina un centro dia accoglienza, ci tiene a far sapere che il governo per ogni migrante da al comune 500 euro più un turn over lavorativo; in parole povere se accetto migranti mi danno un vigile, ironizza la sindaca, altrimenti no. Una sorta di baratto umano insomma al quale i sindaci non intendono sottostare e del quale accusano anche l’ANCI (l’uinione nazionale dei comuni) che prende decisioni sempre a favore del Governo e che non alza mai la voce per far valere i diritti dei piccoli comuni sempre più schiacciati dai continui tagli e con l’impossibilità di lavorare serenamente per il benessere delle comunità. Manca la sensibilità istituzionale, continua, di una accoglienza efficace ma che non venga prima dei diritti dei cittadini italiani ed abruzzesi. “Dobbiamo accogliere i turisti non i migranti” conclude. E sul tema del turismo penalizzato anche l’intervento del consigliere di minoranza del comune di Torino Di Sangro Alfonso di Fonso che ormai da tre anni accoglie diversi ragazzi africani sul lungomare, i residenti della zona sono 40, i profughi o presunti tali 140, i negozi chiudono alle 18, ha dichiarato, la situazione è inacettabile.

Se l’ANCI non cambia rotta, concludono tutti, si sta valutando l’ipotesi di fare un passo indietro e di uscire da una associazione che dovrebbe tutelarci ma che fa solo gli interessi della politica centrale senza tener conto delle esigenze dei singoli. (Clara Labrozzi)

 

Arriva da Tania Campea geologo abruzzese dell'Aigae una innovativa proposta in merito all'area dove sorgeva l'Hotel Rigopiano, distrutto, cancellato dalla violenza di una slavina. Una tragedia costata la vita a 29 persone. “Che la zona dove sorgeva l’albergo di Rigopiano venga trasformata, anche per rispetto nei confronti di chi non c’è più, in un’area di conservazione della memoria. Una memoria delle persone, ma direi anche un' area di conservazione della memoria geologica . Sarebbe bello che quel luogo potesse diventare un museo della geologia a cielo aperto con sentieri della memoria in grado di raccontarci l’evoluzione di quel paesaggio, la geomorfologia del territorio”.  Per la Campea, come per molti suoi colleghi, solo la conoscenza, l'educazione ambientale con la narrazione del territorio possono aumentare i livelli di sicurezza. “I sindaci devono comprendere che il turismo ambientale aumenta l’economia locale, è una ricchezza e tutela il territorio che deve essere sicuro. Non dobbiamo avere paura della montagna – sottolinea ancora la Campea - il Gran Sasso non uccide anzi ha rappresentato pagine molto importanti della storia italiana e noi Guide Ambientali Escursionistiche le raccontiamo sempre. L’Abruzzo non uccide, gli Appennini non uccidono e non dimentichiamo i borghi , le leggende , il fascino di un territorio pieno di arte e colori  Dobbiamo semplicemente pensare a un turismo responsabile. Gli eventi di queste settimane hanno fatto comprendere che dobbiamo saper fare turismo ambientale ed imparare che non tutto è possibile in ogni stagione. Dobbiamo pensare ad un turismo responsabile basato su una radicale educazione all’ambiente in grado di farci comprendere non solo i cambiamenti in corso ma anche cosa fare e cosa non fare , come comportarci in caso di un’emergenza . Soprattutto dobbiamo amare la natura, conoscerla e raccogliere tutte le informazioni sui posti dove ci stiamo recando . Dobbiamo imparare a convivere con le emergenze, conoscere territori. Dobbiamo pensare che conoscere è meglio del non conoscere. Se conosciamo le peculiarità ambientali di un territorio possiamo anche vedere la sua evoluzione e prevederne la vulnerabilità” . Tania Campea ha rimarcato l'importanza di portare nelle scuole l'Educazione Ambientale. “In Abruzzo lo facciamo – prosegue la geologa interrogandosi anche su quanta attenzione c'è per le scuole in Italia - Solo il 9 per cento degli edifici scolastici italiani è stato adeguato sismicamente, parliamo di circa 382 edifici scolastici, mentre gli interventi di efficientamento energetico sono stati ben 1690 su tutto il territorio nazionale. Ma a che serve avere edifici efficienti dal punto di vista energetico ma che potrebbero non essere sicuri? L’educazione ambientale nelle scuole è sempre più necessaria. Nelle scuole portiamo una seria attività didattica basata sul linguaggio dei bambini e dei ragazzi. Ad esempio raccontiamo i rischi attraverso dei giochi e storie sulla vulnerabilità , sulla pericolosità e l’esposizione al rischio ma allo stesso tempo creiamo meraviglia dinanzi al bello ”. Intanto si sta lavorando a una imponente iniziativa in grado di rilanciare l'Italia Centrale, soprattutto l'Abruzzo, le Marche e il Lazio, a precisarlo è il vice presidente nazionale delle Guide Ambientali Filippo Camerlenghi

La decisione è presa e le dimissioni di Luciano D'Amico dalla Presidenza di Tua sono, a quanto pare irrevocabili. I motivi di questa scelta sono stati resi noti in un comunicato dettagliato in cui si ripercorre anche l'operato del presidente, i tanti obiettivi raggiunti. In questi anni, però, al di là dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti, non sono mancate le polemiche su presunte incompatibilità del Presidente-Rettore. Incompatibilità che nessun organo governativo o accademico ha ravvisato. Ma questo evidentemente non è bastato a Luciano D'Amico che non vuole nemmeno offrire il pretesto per strumentalizzazioni che “potrebbero nuocere all'azienda”. Con tono pacato, quello che tutti hanno imparato a conoscere insieme ai modi cortesi e gentili, ha spiegato con un video messaggio la sua posizione. E com'era prevedibile le sue dimissioni hanno subito provocato reazioni e commenti, di apprezzamento per il lavoro fatto. Il primo è quello del presidente della Regione Luciano D'Alfonso che lo ringrazia di cuore “per il lavoro di diuturno spessore che ha voluto e saputo regalare alla Regione Abruzzo. La sua raffinata sensibilità di uomo delle istituzioni gli ha fatto prendere la decisione di recedere dalla presidenza dell’azienda. Va sottolineato che gli organi governativi e accademici – Anac, Miur e Università di Teramo - che si sono espressi sulla sua posizione non hanno MAI ravvisato alcun profilo di incompatibilità, eppure egli ha voluto farsi da parte ugualmente per non dare adito a strumentalizzazioni di sorta. Nel rivolgergli i miei più profondi sensi di gratitudine, auspico – conclude il Governatore - che in futuro un cittadino sia libero di prestare gratuitamente la propria opera alla Pubblica Amministrazione senza che ciò sia oggetto di sospetti e indagini e senza che gli sia fatto patire ingiustamente ciò che ha dovuto subire Luciano D’Amico. Mi adopererò personalmente per convincerlo a donare ancora il suo tempo alla cosa pubblica”. Un grazie sentito anche dal consigliere regionale Camillo D'Alessandro, delegato ai Trasporti. “ Dire grazie è troppo poco nei confronti di un galantuomo delle istituzioni che a titolo totalmente gratuito ha messo a disposizione competenza e professionalità per accompagnare la Regione Abruzzo nella più grande riforma ascrivibile ai trasporti, ovvero la società unica che ha innanzitutto salvato il posto di lavoro a 1600 persone, ha garantito nuove assunzioni, ha assicurato il diritto agli spostamenti per gli utenti messi a rischio dalla condizione preesistente di Arpa, già praticamente fallita. Il caso D'Amico deve diventare nazionale – dichiara D'Alessandro -, nel rispetto di tutti e della legittima azione di controllo e verifica ritengo legittimo riflettere su come sia possibile impedire l’esercizio di una generosità professionale a titolo gratuito senza il rimborso neanche delle sigarette e senza sottrarre tempo alla attività prevalente di Rettore. Non appena le condizioni lo consentiranno e tutto sarà chiarito, non esiteremo un istante a chiedere a Luciano D’Amico di tornare a dare una mano all’Abruzzo”. Anche Luciano Monticelli, consigliere regionale e presidente della Commissione Politiche Europee in una nota ha espresso il suo ringraziamento a Luciano D'Amico che ha saputo “ gestire con saggezza e competenza il delicato passaggio della fusione delle aziende di trasporto pubblico locale abruzzesi in un'unica realtà. E' un vero peccato – conclude Monticelli – che la Regione Abruzzo debba privarsi di una figura di così alto livello, che ha messo gratuitamente la propria professionalità a servizio dell'Ente. Auspico che in futuro ci possano essere di nuovo le condizioni affinché Luciano D'Amico collabori con la Regione Abruzzo”. Testimonianze di stima e di apprezzamento, tutte unite da un denominatore comune, l'auspicio che tra qualche tempo si creino le condizioni per una nuova e costruttiva collaborazione da parte dell'ormai ex presidente di Tua con la Regione Abruzzo.

E' appena giunto in redazione il comunicato stampa nel quale Luciano D'amico presidente della TUA, l'azienda del trasporto pubblico regionale, dichiara di rassegnare le dimissioni. Questo il testo della nota.

Lo scorso mese di gennaio è stata completata l’ultima verifica in ordine cronologico, questa volta dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) che, nella propria delibera, pur riconoscendo per quanto di competenza l’assenza di cause di inconferibilità/incompatibilità del ruolo di presidente a Luciano D’Amico, ha tuttavia ravvisato possibili profili di incompatibilità, demandandone il relativo accertamento al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e all’Università di Teramo.

Sia il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sia l’Università di Teramo hanno confermato la piena legittimità e regolarità della nomina di Luciano D’Amico in qualità di presidente di Tua Spa.

Alla luce di quanto sopra, al fine di “sgomberare il campo da qualsiasi strumentalizzazione e nell’interesse primario di Tua Spa”, Luciano D’Amico ha rassegnato le dimissioni.

In due anni e mezzo alla presidenza di Arpa Spa e di Tua Spa, si riportano solo alcuni obiettivi aziendali raggiunti:

il 15 dicembre 2014 la prima tappa: il conferimento delle azioni FAS e GTM in ARPA con la successiva nascita del Gruppo integrato;

il 29 dicembre 2014 i Consigli di Amministrazione di Arpa, Sangritana e GTM deliberano la fusione, il cui piano viene approvato dalla Regione Abruzzo il 16 marzo 2015;

l’8 giugno 2016 nasce Tua Spa. Questi sono i numeri più rappresentavi per fornire una visione d’insieme della complessità dell’Azienda Spa:

Dipendenti 1.590

Flotta (bus, treni) circa 900 mezzi

Produzione Gomma per anno (34,5 M di bus*km, nel II semestre 2016 effettuato il 99,51% di bus*km rispetto ai programmati):

89% servizi urbani, sub-urbani ed extra-urbani)

6% servizi sostituitivi e ministeriali

5% altri servizi

Produzione Ferro per anno:

Treni passeggeri TPL: 961mila treni*km

Treni merci: 211mila treni*km

Carri movimentati: 88mila

Il 26 ottobre 2015 viene firmato il nuovo Contratto Collettivo Aziendale di Lavoro che ha impegnato le parti in 8 mesi di confronto, necessario per comparare ed armonizzare le tre preesistenti discipline delle aziende interessate dal processo di fusione. La parte più rilevante ha riguardato l’organizzazione del lavoro, la previsione di istituti retributivi remuneranti la produttività (es.: supero nastro), in luogo di forme indennitarie eterogenee, nonché di istituti normativi finalizzati all’armonizzazione delle discipline organizzative per i servizi urbani, suburbani, extraurbani e ferroviari;

dal mese di settembre 2014 è stata avviata l’opera di razionalizzazione dell’esercizio e la ristrutturazione organizzativa che condurrà, nell’agosto del 2016, alle creazione delle Divisioni Gomma e Ferro;

sempre dal mese di settembre 2014 è stata avviata l’azione di contenimento dei costi e di miglioramento dell’efficienza che ha consentito di recuperare, rispetto al 2013, un risultato industriale di 4,3 M€ nel 2014, di 8,7 M€ nel 2015 e previsionale (a parità di contribuzione e di servizio) di 12 M€ nel 2016 che si concreta in un complessivo recupero di risorse pari a circa 25 M€ nel triennio 2014-2016;

a partire dal 2015, prende avvio il Piano di Investimenti con il completamento della realizzazione della nuova sede di Sulmona, l’unificazione delle Officine della sede di Pescara, l’acquisto di nuovi mezzi, l’avvio dei progetti Masterplan (la piastra logistica in Val di Sangro, l’ultimo miglio ferroviario del porto di Ortona, la realizzazione di n° 7 nuove autostazioni);

sempre a partire dal 2015:

viene realizzato il rinnovo della flotta (92 bus nel triennio 2015-2017) così suddivisi: 4 nuovi bus nel 2015, 37 nel 2016, 51 in previsione nel 2017;

viene varata l’assunzione di 112 autisti e di 5 figure specializzate nel settore ferroviario (alla media di uno ogni 6 giorni nel biennio 2015-2016), la predisposizione atti per bando di selezione pubblica per l’assunzione di tecnici specializzati per manutenzione mezzi e impianti delle Divisioni operative (Gomma e Ferro);

continua la partecipazione al progetto europeo Eliptic per il riuso di infrastrutture ferroviarie dismesse (progetto ANXANUM: tram Lanciano)

viene realizzato lo sviluppo di una piattaforma unica di ERP per la completa gestione dei processi industriali e ammodernamento dell’infrastruttura di Rete.

 

E' stata una lunga e convinta battaglia quella combattuta a difesa dei Tribunali cosiddetti minori, Lanciano, Avezzano, Vasto e Sulmona, ma alla fine un primo significativo risultato è stato raggiunto. La proroga di ulteriori tre anni del mantenimento e del funzionamento di questi quattro Tribunali la cui sorte era, invece, segnata. Nel 2018 sarebbero stati chiusi. Così per fortuna non sarà, ma la guerra non è ancora vinta. Bisognerà lavorare e concentrasi con strategie e azioni concrete per individuare una sistemazione definitiva, alla luce delle modifiche stabilite in merito alle circoscrizioni giudiziarie di Chieti e L'Aquila. E se si lavorerà insieme e in sinergia, come è stato fatto in queste settimane da tutte le forze politiche maggiori, non è escluso che si possa centrare anche questo sospirato bersaglio e scongiurare per sempre il rischio di chiusura. “Avremmo preferito una continuità con Mille Proroghe dove il mio emendamento- dice l'onorevole Castaldi M5S- era già stato esaminato in Commissione Bilancio, comunque questo è già un grande risultato ed è giusto sottolineare che vi è stato uno sforzo unitario di tutte le forze politiche”. L'unità di intenti era stata già evidenziata dalla senatrice Stefania Pezzopane del Pd - che aveva presentato un emendamento che prevedeva la proroga fino al 2021 – e che nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Madama aveva posto l'accento sulla situazione di grave difficoltà che sta vivendo la nostra regione, sui tanti disagi che stanno affrontando gli abruzzesi ai quali non si potevano chiedere altri sacrifici. Una convinzione ribadita anche dagli altri parlamentari abruzzesi che hanno preso parte all'incontro con i giornalisti, nonché dagli amministratori dei Comuni interessati. A rappresentare Lanciano c'erano il vice sindaco Pino Valente e il presidente del Consiglio Comunale Leo Marongiu che ora plaudono alla proroga ottenuta. “La notizia della proroga che ho ricevuto dalla senatrice Pezzopane, con la quale ho spesso parlato in questi giorni, così come ho sentito il Presidente Legnini, deve essere considerata come un punto di partenza per avere più tempo e ripensare la riforma – dichiara Leo Marongiu – e quindi per salvaguardare il più possibile, il nostro presidio giudiziario. Oggi plaudo a questo primo importante risultato ottenuto anche grazie all'impegno del Presidente della Regione Luciano D'Alfonso e dei parlamentari abruzzesi che hanno accolto e tradotto le istanze che venivano dagli amministratori locali”.
 

Vasto (Ch), 2 febbraio 2017 - E' stato possibile per il latte, può e deve esserlo per il miele: un'etichetta tracciabile e onesta anche a livello europeo - in Italia è già obbligatoria -, che attesti con chiarezza il paese di origine. Solo così si potrà mettere il consumatore nelle condizioni di scegliere tra un miele italiano, di qualità elevata, e mieli esteri, spesso adulterati o comunque ottenuti da agricolture con standard imparagonabili con il nostro. Perché ancora oggi il 50 per cento del fabbisogno italiano è coperto da mieli cinesi o argentini o dell'est Europa, dove sono ancora legali pesticidi e sostanze nocive bandite da decenni in Italia. Il governo italiano è pronto a combattere la sua battaglia in Europa?

La domanda si è levata con forza da Vasto (Ch) dove, fino a domenica prossima, è in svolgimento il trentatreesimo congresso Aapi, l'Associazione Apicoltori Professionisti Italiani, con la partecipazione di circa cinquecento apicoltori da tutta Italia e anche dall'estero. L'evento è promosso da Aapi insieme ad Unaapi (Unione Nazionale delle Associazioni Apicoltori Italiani), l'Associazione Apicoltori Professionisti d'Abruzzo e il Conapi O.P. Abruzzo, in collaborazione con Aiaar Associazione Allevatori Api Regine, l'Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria, e Ami Ambasciatori dei Mieli Italiani, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale dell'Abruzzo, il Comune di Vasto, la Camera di Commercio di Chieti e il Ministero delle Politiche Agricole.

Per Claudio Cauda, presidente Aapi "il miele italiano è di qualità assoluta, in virtù di una legislazione nazionale molto stringente. Inoltre, le numerosi varietà uniflorali rendono questo prodotto una vera e propria eccellenza. Momenti come questo congresso sono pensati per affiancare i nostri produttori nella ricerca costante di qualità, che li contraddistingue a livello mondiale".

Nel corso del congresso sono stati analizzati i dati dell'anagrafe nazionale apistica, che conferma un dato sino a oggi solo frutto di stime: sono ben 1,2 i milioni di alveari allevati e sparsi nelle nostre campagne. Dei circa 45 mila apicoltori censiti e operanti in Italia, sono quasi 20 mila quelli che lo fanno non per diletto e autoconsumo, ma per immettere il loro miele e prodotti apistici sul mercato, con tutti i parametri di legge fra cui l’indispensabile partita iva. L’apicoltura si conferma quindi quale importante componente produttiva del comparto rurale e agricolo nazionale. Per il Mipaaf 150-170 milioni di euro è il valore stimato dei prodotti dell’apicoltura italiana (miele, cera, propoli, polline, pappa reale, veleno d’api).

La produzione italiana di miele quest’anno però ha avuto la più pesante flessione degli ultimi trent’anni, andando ad accrescere un fabbisogno che per il 50 per cento è coperto da mieli esteri, in prevalenza cinesi. "La vera partita - commenta Francesco Panella, presidente Unaapi - si gioca a Bruxelles: solo la Ue, infatti, può imporre un'etichetta trasparente ed onesta, come è avvenuto per il latte di recente. L'impegno delle associazioni su questo fronte è fortissimo, ma servirebbe un ruolo più attivo del governo: vuole giocare con noi questa partita europea? Oggi più che mai serve questo impegno, visto che la Cina immette nel mercato una quantità colossale di miele, che vende ad un prezzo bassissimo, in media 1,50 euro al kg, contro i 2,5 di altri paesi come Argentina o Est Europa. Dobbiamo mettere il consumatore nelle condizioni di scegliere consapevolmente, per salvaguardare un prodotto straordinario come il miele, riflesso della natura. Per questo, serve un passaggio da una visione sentimentale dell'apicoltura italiana ad una più realistica, e i dati dell'anagrafe apistica favoriscono questo lavoro".

Da parte sua, Diego Pagani, presidente d Conapi, ha ribadito "il nostro impegno nella crescita di consapevolezza dei consumatori, oggi comunque più colti. Ma molto resta da fare".

Infine, Luigi Iacovanelli, presidente dell'Associazione Apicoltori Professionisti d'Abruzzo ha ribadito il ruolo dell'Abruzzo nel contesto nazionale: "In virtù del nostro nomadismo spinto, che ci porta dalla Puglia al Piemonte, siamo i primi promotori della biodiversità del miele italiano. Quotidianamente, infatti, lavoriamo per far produrre alle nostre api mieli dalle fioriture migliori, e siamo orgogliosi di aver ospitato nella nostra terra questo importante momento di confronto e approfondimento". Importanti i numeri dell'apicoltura abruzzese: 691 apicoltori con 42.132 alveari, una produzione pari a circa 900 tonnellate annue e un giro di affari di circa 5 milioni di euro (fonte: Assessorato Agricoltura Regione Abruzzo).

 

Alla fine una soluzione, seppure faticosa e ancora parziale, è stata trovata e almeno si parte. Da domani le nuove postazioni del 118 attivate sul territorio della provincia di Chieti avranno il medico a bordo, grazie a soluzioni organizzative che la Direzione della Asl ha individuato per garantire il servizio nonostante i numeri esigui di personale a disposizione.

Come si ricorderà, infatti, l’Azienda si è trovata nella condizione di dover fare fronte a una serie di rinunce opposte dai medici convocati per l’assunzione a seguito di un bando emanato per la copertura delle nuove sedi, che richiede in tutto 25 unità.

Alla prima convocazione, che non aveva prodotto risultati apprezzabili, ne è poi seguita una successiva che ha permesso di compiere qualche passo avanti e approdare alla soluzione grazie alla quale i primi medici potranno salire a bordo delle ambulanze. Così da domani le postazioni di Lama dei Peligni, Torricella Peligna, Villa Santa Maria e Castiglione Messer Marino saranno medicalizzate per 12 ore, mentre quella di San Salvo avrà copertura di 24 ore.

«Siamo riusciti ad assumere otto unità - puntualizza il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco - e a garantire almeno l’avvio del servizio per una prima fase, a cui seguirà la successiva a marzo, quando contiamo di acquisire altre cinque unità grazie alla mobilità intra ed extra regionale.  Pertanto, con il personale di cui disponiamo al momento e il lavoro in straordinario di altri medici del 118 strutturati, siamo riusciti a mettere in campo questa soluzione che non ci soddisfa pienamente, ma è comunque un primo risultato importante, se si pensa che ai primi di gennaio abbiamo seriamente temuto di non riuscire a fare partire il servizio. Ovviamente è solo un primo passo, perché a marzo saremo in condizione di poter estendere la copertura con i professionisti da acquisire con la procedura di mobilità, che non può essere esperita prima di quella data perché legata alla pubblicazione delle cosiddette carenze, fissata a marzo e settembre. Da parte nostra abbiamo messo in campo tutto l’impegno possibile, sia nel reperire un numero di medici utile allo scopo sia liberando risorse economiche aggiuntive per coprire i turni con lo straordinario, vista l’insufficienza del personale che abbiamo reclutato. Un passo avanti, dunque, verso il potenziamento dei servizi territoriali, sui quali la nostra Azienda continua a investire».

l polo Automotive della Val di Sangro rappresenta uno dei polmoni industriali e uno dei maggiori sbocchi occupazionali dell'intera regione abruzzese.Il settore dell’Automotive in Abruzzo è particolarmente sviluppato ed è uno dei comparti produttivi trainanti della nostra regione e uno degli sblocchi occupazionali principali. Con queste premesse Orienta spa, una della principali Agenzie per il lavoro italiane ricerca 50 meccanici. In particolare la ricerca riguarda la figura del meccanico di officina auto riparatore che per 2 mesi lavorerà per un’importante azienda cliente in Val Di Sangro, in provincia di Chieti.

“Il polo Automotive della Val di Sangro rappresenta uno dei polmoni industriali dell'intera regione abruzzese – spiega Giulio D’Amario, responsabile Abruzzo di Orienta Spa - il comparto deve la sua nascita negli Anni 70-80 principalmente grazie alla Sevel, joint-ventur tra FCA e PSA , leader nella produzione dei veicoli commerciali, e alla Honda. Grazie ad esse negli anni si è sviluppato una vero e proprio indotto costituito sia da aziende di grandi dimensioni a carattere nazionale ed internazionale che da un pullulare di aziende di medie e piccole dimensioni ad imprenditoria locale che creano una filiera di servizi per le lavorazioni di alta precisione dando lavoro a diverse migliaia di persone”.

Il meccanico è un lavoro che richiede tanta esperienza e formazione sul campo. Si diventa meccanici frequentando un corso o una scuola specifica ma quello che realmente fa la differenza è l’esperienza, ossia, “sporcarsi le mani”.

Ecco i dettagli del profilo ricercato.L’esperienza richiesta è di almeno 6 mesi in officine auto o nelle carrozzerie con esperienza maturata sui motori, perché le figure da inserire si occuperanno dello “scarrozzamento del motore” ovvero dovranno smontare e rimontare motori, oltre a ciò l’attività si concentrerà anche su ricambio liquidi e sgancio marmitte.L'orario di lavoro è articolato su turni di 8 ore anche notturni e qualche volta le risorse dovranno lavorare nel week end. Anche la disponibilità immediata è un requisito importante perchè la ricerca ha carattere d'urgenza e i candidati che saranno ritenuti idonei verranno inseriti in brevissimo tempo. Nello specifico, 30 figure verranno collocate nello stabilimento in Val di Sangro e 20 a Suzzara in provincia di Mantova.

 

E' possibile consultare l'annuncio nel dettaglio e candidarsi direttamente sul sito Orienta:https://www.orientajob.com/jobs.php

 

Operazione complessa in ambito portuale in materia di pesca e security condotta nella notte tra il 26 ed il 27 gennaio  dalla Capitaneria di Porto di Ortona

L’operazione, che ha visto l’impiego di personale della Motovedetta CP 885 e di personale a terra, rientra nel contesto dei controlli previsti in materia di sicurezza della navigazione, in materia di pesca e, più in generale, dai piani di security portuale approvati dalla Prefettura di Chieti in materia antiterrorismo.

Sono stati controllati tutti i varchi portuali, il corretto funzionamento dei sistemi di sorveglianza e il regolare svolgimento delle attività che normalmente si svolgono in porto in orari notturni.

L’attività si è concentrata anche su alcuni pescherecci al rientro in porto e su uno di essi sono state riscontrate diverse violazioni alle norme vigenti tra cui l’irregolare imbarco dell’equipaggio. In particolare è stato individuato un extracomunitario irregolare di nazionalità tunisina imbarcato. Sono state quindi attivate presso il Comando le procedure di fermo ed identificazione del soggetto che risultava destinatario di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Pescara nel Luglio del 2016 per una serie di reati commessi in precedenza.

Lo stesso è stato quindi tradotto presso l’Ufficio di pubblica sicurezza per il seguito di competenza.

Il Comandante e l’Armatore del motopesca sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria.

Sicurezza della navigazione, sicurezza del lavoro a bordo, sicurezza in ambito portuale e rispetto della normativa in materia di pesca rappresentano, tra le altre, le priorità nel lavoro quotidiano degli uomini della Guardia Costiera

Lunedì prossimo 30 gennaio alle ore 10 presso la sede della Regione Abruzzo a Pescara si decideranno le sorti di un’intera Comunità: è convocata infatti la Conferenza dei servizi per decidere sulla nuova autorizzazione di 15 anni da concedere o negare al Sansificio Vecere di Treglio.

Alla Conferenza parteciperanno l’ARTA- Abruzzo, la SASI, la ASL02 Lanciano-Vasto-Chieti e il Servizio gestione e qualità dell’acqua della Regione Abruzzo, oltre ai Comuni di Treglio e di Rocca San Giovanni.

Siamo sicuri che dopo molti anni di battaglie, si legge nel comunicato stampa, manifestazioni, cortei, dibattiti pubblici e inchieste giornalistiche e televisive che hanno visto NSC sempre in prima linea, dopo che l’intera popolazione frentana comprendente non solo gli abitanti di Treglio ma anche quelli dei Comuni vicini si è rivoltata contro la presenza inquinante del sansificio, dopo che le stesse istituzioni pubbliche a partire dall’amministrazione comunale di Treglio si sono espresse in tutti i modi per la cessazione di questa attività in loco, dopo la poderosa inchiesta che ha evidenziato tutta una serie di violazioni di legge e di reati ambientali, dopo il sequestro degli impianti e il processo penale tuttora in corso, dopo le promesse mai mantenute quantomeno di una delocalizzazione della struttura, dopo i tanti casi di malattie e patologie gravi riscontrate in zona.

In definitiva, sempre secondo Alessandro Lanci presidente di NSC, dopo un a fondata opposizione che va a vanti da anni nei confronti del sansificio ci aspettiamo che l’incubo di una intera comunità possa finalmente finire e in caso contrario si intensificherebbe un conflitto sociale che non gioverebbe a nessuno .
Le personalità pubbliche che dovranno decidere in merito hanno a disposizione tutti gli elementi chiari ed inequivocabili per fare l’unica scelta comprensibile all’opinione pubblica locale: non abbiamo dubbi che sarà questa a prevalere in nome della giustizia, della salute, della sana imprenditorialità e della pace sociale.

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