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A tre mesi dall'immane tragedia di Rigopiano le prime  accuse parlano di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose e gli indagati sono il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, il dirigente delegato alle Opere pubbliche Paolo D’Incecco, il responsabile della Viabilità provinciale Mauro Di Blasio, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e il geometra comunale Enrico Colangeli.

Per Cristina Tedeschini il magistrato a capo delle indagini e Andrea Papalia l’accesso all’hotel doveva essere sgombro dalla neve e per questo fra i nomi degli indagati figurano anche quelli del sindaco di Farindola e del presidente della provincia.

Bruno Di Tommaso direttore del resort ai piedi del Gran Sasso è invece indagato per omissione del collocamento di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro e non avrebbe infatti secondo la Procura previsto il documento di valutazione del rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori della sua ditta anche il rischio di essere colpiti da una slavina.

I pm non sembrano invece aver rilevato nulla  di penalmente perseguibile nella ormai famosa telefonata delle 17.40 quando Di Tommaso confermò ai funzionari dell'unità di crisi della Prefettura che all'hotel Rigopiano non era accaduto niente di grave. Le rassicurazioni furono fatte, secondo gli inquirenti,  in buona fede.

Sono trascorse tre settimane da quel maledetto 18 gennaio quando una valanga si è abbattuta con furia distruttrice sull'Hotel Rigopiano di Farindola, seppellendo sotto un cumulo di neve e di macerie 29 vite, spegnendo per sempre sogni, progetti e speranze, cancellando il futuro di 29 persone. Tra queste c'era Ilaria Di Biase, giovane cuoca che lavorava da tre anni presso l'Hotel dopo aver superato brillantemente le selezioni del corso che ha frequentato nella scuola di cucina Casadonna del Maestro Niko Romito. Il suo impegno era totale, in tanti ricordano la passione e la creatività che Ilaria metteva nella preparazione dei piatti, sempre alla ricerca di nuovi gusti e nuove ricette. Sul lavoro non si risparmiava, era infatti in cucina, nel suo regno, insieme all'altra vittima Luana, al momento della tragedia. Ma evidentemente questo non basta a chiarire il ruolo e la posizione della giovane cuoca, sono necessarie verifiche ulteriori per gli ispettori dell'Inail che questa mattina hanno incontrato i familiari di Ilaria assistiti dagli avvocati Camillo La Morgia e Mario La Morgia del Foro di Lanciano. Un incontro finalizzato a raccogliere notizie sull'attività lavorativa della giovane che il pomeriggio della sciagura aveva sentito i genitori e il fidanzato Antonio ai quali aveva raccontato della sua giornata di lavoro. “Gli ispettori sono stati assolutamente rispettosi del dolore che affligge i genitori di Ilaria, Filippo e Maria Angela – dichiarano gli avvocati in un comunicato - è ancora presto per parlare di risarcimento, rendita vitalizia, indennizzi, questo è il momento del raccoglimento e della riflessione. La famiglia di Ilaria e il fidanzato Antonio sono pronti a lottare per cercare la verità e fare giustizia su questa immane tragedia. L'auspicio è che l'Inail chiuda al più presto le indagini anche perché vi sono delle certezze insormontabili: Ilaria lavorava all'Hotel Rigopiano, era regolarmente assunta e la disgrazia è avvenuta proprio sul posto di lavoro. Tutte circostanze queste che determinano il diritto della famiglia a vedersi riconoscere il giusto risarcimento. L'appello è rivolto agli organi centrali dell'Inail e allo stesso Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali affinché si faccia presto, dal momento che la famiglia di Ilaria e di tutte le altre vittime dipendenti dell'Hotel, vivevano anche con l'apporto economico dei propri cari perduti”.

Arriva da Tania Campea geologo abruzzese dell'Aigae una innovativa proposta in merito all'area dove sorgeva l'Hotel Rigopiano, distrutto, cancellato dalla violenza di una slavina. Una tragedia costata la vita a 29 persone. “Che la zona dove sorgeva l’albergo di Rigopiano venga trasformata, anche per rispetto nei confronti di chi non c’è più, in un’area di conservazione della memoria. Una memoria delle persone, ma direi anche un' area di conservazione della memoria geologica . Sarebbe bello che quel luogo potesse diventare un museo della geologia a cielo aperto con sentieri della memoria in grado di raccontarci l’evoluzione di quel paesaggio, la geomorfologia del territorio”.  Per la Campea, come per molti suoi colleghi, solo la conoscenza, l'educazione ambientale con la narrazione del territorio possono aumentare i livelli di sicurezza. “I sindaci devono comprendere che il turismo ambientale aumenta l’economia locale, è una ricchezza e tutela il territorio che deve essere sicuro. Non dobbiamo avere paura della montagna – sottolinea ancora la Campea - il Gran Sasso non uccide anzi ha rappresentato pagine molto importanti della storia italiana e noi Guide Ambientali Escursionistiche le raccontiamo sempre. L’Abruzzo non uccide, gli Appennini non uccidono e non dimentichiamo i borghi , le leggende , il fascino di un territorio pieno di arte e colori  Dobbiamo semplicemente pensare a un turismo responsabile. Gli eventi di queste settimane hanno fatto comprendere che dobbiamo saper fare turismo ambientale ed imparare che non tutto è possibile in ogni stagione. Dobbiamo pensare ad un turismo responsabile basato su una radicale educazione all’ambiente in grado di farci comprendere non solo i cambiamenti in corso ma anche cosa fare e cosa non fare , come comportarci in caso di un’emergenza . Soprattutto dobbiamo amare la natura, conoscerla e raccogliere tutte le informazioni sui posti dove ci stiamo recando . Dobbiamo imparare a convivere con le emergenze, conoscere territori. Dobbiamo pensare che conoscere è meglio del non conoscere. Se conosciamo le peculiarità ambientali di un territorio possiamo anche vedere la sua evoluzione e prevederne la vulnerabilità” . Tania Campea ha rimarcato l'importanza di portare nelle scuole l'Educazione Ambientale. “In Abruzzo lo facciamo – prosegue la geologa interrogandosi anche su quanta attenzione c'è per le scuole in Italia - Solo il 9 per cento degli edifici scolastici italiani è stato adeguato sismicamente, parliamo di circa 382 edifici scolastici, mentre gli interventi di efficientamento energetico sono stati ben 1690 su tutto il territorio nazionale. Ma a che serve avere edifici efficienti dal punto di vista energetico ma che potrebbero non essere sicuri? L’educazione ambientale nelle scuole è sempre più necessaria. Nelle scuole portiamo una seria attività didattica basata sul linguaggio dei bambini e dei ragazzi. Ad esempio raccontiamo i rischi attraverso dei giochi e storie sulla vulnerabilità , sulla pericolosità e l’esposizione al rischio ma allo stesso tempo creiamo meraviglia dinanzi al bello ”. Intanto si sta lavorando a una imponente iniziativa in grado di rilanciare l'Italia Centrale, soprattutto l'Abruzzo, le Marche e il Lazio, a precisarlo è il vice presidente nazionale delle Guide Ambientali Filippo Camerlenghi

L'identificazione dei corpi è arrivata ieri sera, solo una conferma a quanto ormai era già dolorosamente chiaro ai figli Nicola ed Elia, ai parenti, a un paese intero che per 8 giorni è rimasto con il fiato sospeso, che ha pregato, sperato fino all'ultimo che Luciano e Silvana potessero farcela, che la loro contagiosa vitalità non si spegnesse li sotto quella prigione di neve e macerie. Su fb impazzano video e commenti, a guardarli e a leggerli si stringe il cuore ed è difficile rassegnarsi a una perdita tanto grande. In pochi minuti una famiglia è stata spezzata per sempre. Oggi l'autopsia sui corpi per conoscere le cause della morte poi le salme saranno restituite per il rito funebre. A Castel Frentano non si parla d'altro dal giorno della tragico evento, da quando la valanga di neve tronchi e pietre si abbattuta con forza distruttrice sull'Hotel Rigopiano di Farindola. E ora dopo giorni di attesa, vissuti in un massacrante altalena di sensazioni le lacrime si contengono a fatica, i pensieri prima erano di speranza di fiducia, ora c'è solo il vuoto, il dolore mentre tutti continuano a parlare di Luciano e Silvana, mentre ricordano i tanti episodi, manifestazioni che li hanno visti protagonisti. Sempre pronti e disponibili ad aiutare, ad esserci con autentica generosità, come solo le persone che amano la vita in tutte le sue molteplici sfumature sanno fare. Noi vogliamo ricordarli come li abbiamo visti in un giorno davvero speciale, alla conclusione di un progetto inseguito con entusiasmo e determinazione e finalmente raggiunto. L''inaugurazione del loro moderno e accogliente salone. Tra brindisi e musica, tra sorrisi e abbracci, in un'atmosfera che racconta l'affetto, la stima di cui godevano. In tanti infatti sono stati li a congratularsi, a rallegrarsi per il nuovo meritato inizio. Luciano e Silvana amavano molto il loro lavoro di parrucchieri che svolgevano con talento, creatività e con una grande professionalità, il figlio Elia ha scelto di seguire le orme dei genitori. Una coppia unita e affiatata, nella vita e nel lavoro, e non sono parole dette così tanto per magnificare chi non c'è più, basta guardare le immagini e i video che circolano sui social come quello che li ritrae mentre cantano felici, sorridenti in una bella giornata di sole, in macchina, in uno dei tanti viaggi verso la loro amata montagna.

Anche l'ultima speranza si è spenta, finita insieme al numero ufficiale delle vittime e a quelle poche terribili parole: bilancio definitivo, 29 morti, 11 superstiti tra cui quattro bambini. I soccorritori che hanno lavorato in condizioni indicibili con determinazione, competenza e cuore hanno portato a termine il loro compito. Finito dopo una settimana da quel maledetto 18 gennaio quando la valanga si è abbattuta cancellando in pochi secondi l'hotel Rigopiano di Farindola, inghiottendo vite e progetti, lasciando nella disperazione tante famiglie.Un lavoro di recupero seguito da tutti, soprattutto dai famigliari che ancora credevano in un miracolo che confidavano in un fato buono. Già da ieri però le speranze si erano ridotte mentre cresceva di pari passo la disperazione. E in 29 non ce l'hanno fatta, rimasti imprigionati in quell'inferno di neve e macerie. Tra questi la coppia di parrucchieri di Castel Frentano, Luciano e Silvana che avevano deciso di trascorrere qualche giorno nella tranquillità dell'Hotel Rigopiano prima di ricominciare il lavoro nel loro nuovo e accogliente salone. I loro nomi non sono ancora ufficiali, ma la loro foto che li mostra sorridenti e uniti è già comparsa sugli schermi televisivi insieme a quelle degli altri sfortunati ospiti dell'albergo. Ci sono ancora nomi da dare, ma è questione di ore. Fino all'ultimo nel centro frentano si è pregato, continuando a credere nel miracolo. Poi la resa, di fronte ai numeri inconfutabili di una tragedia che forse poteva essere evitata. Sarà l'inchiesta della magistratura ad accertare la verità e tutti speriamo che si vada davvero fino in fondo che si individuino le responsabilità e non per una mera caccia alle streghe, ma perché è giusto e sacrosanto sapere. Per il rispetto nei confronti di chi non c'è più, per il dolore immenso delle famiglie che hanno vissuto giorni sprofondando in un pozzo senza fine e che ora chiedono giustizia e verità, mentre talk e tg ripetono e ripropongono in un drammatico ritornello, le telefonate di Giampiero Parete al 118, del prof Quintino Marcella. Si continua a vivisezionare parole, frasi e intenzioni. E in effetti a cominciare da quelle accorate richieste di aiuto, anzi da prima che la valanga travolgesse l'hotel, sono tante le incongruenze, le superficialità, la sottovalutazione dell'emergenza neve che cadeva abbondante da giorni e che avrebbe dovuto destare qualche preoccupazione in più anche nella direzione del Rigopiano. “Si chiudono le scuole per ragioni di sicurezza, perché non si chiudono anche gli alberghi quando le situazioni sono oggettivamente difficilissime e gravi?” ha ribadito davanti ai microfoni con lucidità impressionante il padre di Stefano Feniello, il giovane arrivato il giorno prima della tragedia con la fidanzata Francesca Bronzi (che si è salvata) per festeggiare il suo 28esimo compleanno, e che è tra quei 29 che non ce l'hanno fatta. Anche sei nei primi giorni, nella giostra di notizie, di conferme e smentite, il suo nome era comparso tra quelli dei salvati. Una gioia che è durata poco e la mazzata poi è stata ancora più pesante. L'inchiesta andrà avanti, e ci auguriamo, è bene ribadirlo, senza sconti, né perdite di tempo. In queste ore terribili che hanno segnato la fine di ogni ogni speranza, c'è spazio solo per il dolore come quello di Nicola ed Elia, i figli di Luciano e Silvana, niente potrà restituire loro il sorriso, il calore, l'affetto di quei genitori molto speciali. Avranno bisogno dell'affetto di un paese intero per provare ad andare avanti.(p.d.f.)

Il lavoro dei soccorritori continua senza tregua, va avanti in condizioni di estrema difficoltà all'Hotel Rigopiano cancellato dalla furia devastante di una slavina, il numero delle vittime purtroppo sale, sono 12 ora quelli che non ce l'hanno fatta, 11 i superstiti e 17 ancora dispersi. Insieme a questo bilancio che tutti si augurano non diventi più grave aumenta la polemica sui presunti ritardi nei soccorsi, sulle comunicazioni che si sarebbero impantanate, sulla richiesta di aiuto che sarebbe stata ignorata o comunque trascurata. La Procura come è noto ha aperto un 'inchiesta. E solo dopo l'ufficialità di questa decisione, il Form H2O Abruzzo ha scelto di rendere noto una documentazione puntuale e particolareggiata che racconta le condizioni del terreno sul quale è stato costruito l'albergo e fornisce una serie di interessanti elementi e dati. Sui quali discutere e riflettere. “Volevamo aspettare alcuni giorni per rispetto delle vittime e dei soccorritori, ma con l'inchiesta aperta dalla Procura è bene che questa documentazione diventi pubblica – si legge nel comunicato -.In Abruzzo sono decenni che rischi noti vengono ignorati. Per l'area del Rigopiano la prima mappa elaborata dalla Regione Abruzzo che segnalava criticità importanti è del periodo 1989-1991 ed è stata ripresa tal quale e, quindi, confermata dalla Giunta Regionale abruzzese con tanto di delibera il 27/12/2007, la n.1383, con cui è stato adottato il Piano di Assetto Idrogeologico. Le due carte ufficiali mostrano inequivocabilmente che l'hotel Rigopiano è costruito al centro di un'area con colate detritiche, dette conoidi. Sorge, cioè, su un'area rialzata formata proprio dai detriti che arrivano giù dal canalone a monte dell'albergo. Il fatto che ci fosse una struttura preesistente non vuol dire granché perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi possono essere più lunghi di qualche decina di anni. Un po' come avviene per le piene dei fiumi, ci sono gli eventi che mediamente avvengono ogni 50 anni, quelli più importanti che avvengono ogni 100 anni e poi quelli estremi che possono avvenire ogni 500 anni e che raggiungono aree che sembravano ai non addetti ai lavori tranquille. Le carte del rischio tengono appunto conto – continua la nota -di questa periodicità perimetrando aree sempre più vaste al crescere del tempo di ritorno. I geologi identificano le aree di rischio non solo attraverso gli eventi già noti, riportati nel catasto di frane e valanghe, ma anche e soprattutto basandosi su alcune caratteristiche specifiche del terreno cui ricollegano il tipo di eventi che può verificarsi. E lì questi segnali dovevano essere evidentissimi, tanto che da decenni sono evidenziati sulle mappe ufficiali. D'altro lato, senza conoscere queste carte che oggi divulghiamo, solo interpretando le foto aeree, in questi giorni questo processo lo hanno spiegato benissimo diversi geologi. Ora abbiamo anche le mappe che dicono che gli enti avevano almeno gli elementi conoscitivi. Riportati ufficialmente. Insomma, al momento della ristrutturazione principale avvenuta circa dieci anni fa, che ha ampliato le capacità ricettive della struttura e quindi il rischio intrinseco, c'erano tutti gli elementi, sia sul terreno, sia nelle carte, per accorgersi dei problemi. Negli atti del procedimento amministrativo della ristrutturazione dell'albergo sarà interessante verificare cosa vi è scritto, visto che il Decreto 11/03/1988 dal titolo evocativo,Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. Istruzioni per l'applicazione, obbliga a rilevare anche questi aspetti ed evidenziarne i potenziali effetti”. Per il Forum ci sarebbe stata una grave omissione da parte della Regione Abruzzo che si era dotata di una legge sulle valanghe 25 anni fa, “la n.47/1992, in cui si prevedeva l'inedificabilità per le aree a rischio potenziale di caduta e la chiusura invernale delle strutture preesistenti in caso di pericolo. La mappa in 25 anni non è stata mai redatta. Forse perché crea problemi a progetti infrastrutturali in montagna, anche quelli recentemente messi in cantiere dal Masterplan della Regione Abruzzo?” E nel comunicato si precisa anche che i documenti sono sul sito web della Regione, si possono trovare in pochi minuti. “Stiamo in queste ore predisponendo note ufficiali con tutti i particolari”. Nessuna sorpresa dice il Forum che da tempo ha sotto la lente di ingrandimento la situazione dell'ambiente e le grandi opere. “Tutti giorni in Abruzzo la tutela di cose e persone dal rischio viene dopo i profitti e le grandi opere. Il caso del Rigopiano nasce da un brodo di coltura, con miriadi di casi di opere realizzate in aree rischiose da cui poi emerge la singola tragedia. Vogliamo dire che l'ultimo grande elettrodotto abruzzese, il Villanova - Gissi di Terna, inaugurato a febbraio 2016, ha 55 tralicci su 150 in aree a rischio frana o esondazione? Tutto con il timbro del Ministero dell'Ambiente e con il paradosso che ancora oggi l'Autorità di bacino sta facendo a posteriori i controlli che dovevano essere preventivi” Parole pesanti che non risparmiano nemmeno un'altra opera pubblica del masterplan, la Fondovalle Sangro, in appalto all'Anas, una strada che il Forum dell'Acqua ritiene sì necessaria ma che costerà il triplo dei costi standard “190 milioni di euro per 5 km, la spropositata cifra di 36 milioni di euro a km. Perché? L'Anas e la Regione Abruzzo hanno consapevolmente deviato il tracciato esistente che poteva essere ammodernato cambiando versante e puntando esattamente verso aree mappate con frane addirittura attive. Un'opera osannata su cui nessuno, tranne noi, visti pure con fastidio dal presidente della Regione, sta chiedendo le ragioni di queste scelte che determinano anche pesantissime conseguenze economiche. Siamo tristemente consapevoli di lavorare già su progetti che forse porteranno a qualche tragedia tra dieci anni-venti anni. Dobbiamo finirla, si rivedano le scelte e le priorità. Con i fatti”.

Si allegano:

a)la mappa del 1991, tratta tramite screenshot dal portale cartografico regionale (il punto rosso, aggiunto da noi, segnala la posizione del Rigopiano);

b)l'estratto della la mappa del 2007 (il punto rosso, aggiunto da noi, segnala la posizione del Rigopiano), disponibile integralmente qui (cliccare su 350 - O; si vede in basso a destra): http://autoritabacini.regione.abruzzo.it/index.php/carta-geomorfologica-pai

 

 



 

Erano tutti insieme i bambini, giocavano anche per esorcizzare il tempo e le paure e sono tutti salvi. La famiglia di Giampiero Parete è ricomposta Ludovica e Gianfilippo erano li sotto insieme alla mamma che è stata la prima ad essere estratta.

A Rigopiano intanto si va avanti senza sosta alternando turni di lavori mirati a scavare in zone dove si è capito provengono tracce di vita, sono più di 100 i soccorritori impegnati, e si sono concentrati proprio li dove il fato ha permesso la creazione di una bolla d’aria.

L’altro bambino Edoardo, 9 anni, ha raccontato che era in quella zona perché stava giocando a biliardo, era li in vacanza con i genitori Sebastiano e Nadia Acconciamessa

Poi spunta la testolina di Samuel, 7 anni, figlio del poliziotto Domenico Di Michelangelo di Chieti e di Marina Serraiocco di Popoli.

Gli altri sopravvissuti sono Francesca Bronzi e Stefano Feniello i fidanzati Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, a Giampalo Matrone, Valentina Cicconi.

Nessuna speranza invece per Alessandro Giancaterino fratello dell’ex sindaco di Farindola.

12 in tutto i sopravvissuti, tre vittime accertate e ancora 21 persone da cercare.