Pubblicato il 26/01/2012, 16:25

“A nome delle oltre 200 persone che lavorano al Consorzio Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro, chiediamo di mettere fine allo stillicidio di dichiarazioni sull’importanza imprescindibile della presenza del Consorzio in Abruzzo, cui non seguono decisioni concrete e tempestive, ma rimandi, sospetti, richieste di sempre nuove verifiche, di cui è sempre più difficile capire il senso”. Inizia così la lettera aperta, firmata dai responsabili delle Unità Operative del Centro di Ricerca.
“E’ certo – scrivono - che si mette ogni giorno più a rischio la nostra esistenza e si violano i nostri diritti in quanto siamo costretti, ormai da più di un anno: a restrizioni pesanti delle nostre retribuzioni, largamente evitabili se contenuti e tempi degli impegni presi fossero stati mantenuti; alla perdita di opportunità di finanziamenti che si aggiungono alle già grandi difficoltà, fin troppo note, di questi tempi di crisi. Chiediamo ai rappresentanti politici, alla stampa, alla opinione pubblica, di tener conto seriamente dei fatti e dei dati che qui proponiamo, rispetto ai quali si continua a parlare e scrivere senza fornire riferimenti precisi e con una disinvoltura dis-informativa che offende la nostra dignità e non si preoccupa delle implicazioni”. Nella lettera viene posto l’accento su una serie di annunci, da parte dei soci del Consorzio (Regione, Provincia e Istituto Mario Negri di Milano), che non hanno poi avuto alcun seguito concreto: dallo stanziamento di un milione di euro assicurato dalla Regione alla donazione da parte della Provincia di Chieti dell’immobile sede del Consorzio, fino al piano industriale – richiesto sempre dalla Provincia - consegnato dallo scorso novembre. “Continuiamo a pensare – si conclude la lettera - di poter essere una realtà radicata nella Provincia di Chieti ed in Abruzzo, con riconoscimenti istituzionali e di opinione pubblica almeno pari a quelli che ci vengono da altre Regioni ed istituzioni, del Nord e del Sud Italia: con tutta l’apertura e disponibilità (anzi il benvenuto: come già stiamo facendo da sempre!) alla integrazione di tutti gli attori-interlocutori che vogliono contribuire e collaborare in modo concreto e documentabile”.